Il botulino è una terapia di profilassi per l'emicrania cronica

B come BOTULINO per l’emicrania

Oggi mentre scrivevo il titolo dell’articolo, mi sono accorta che è la prima volta che fa la sua comparsa la lettera B… sì, lo so, sono mie personali elucubrazioni mentali sull’idea da cui è nato il blog, l’idea di un alfabeto che potesse raccontare tutte le sfaccettature di questa malattia. Portate pazienza, ogni tanto amo condividere con voi anche questi piccoli retroscena 😅

Ma ora veniamo al dunque.
Due settimane fa, quando ho pubblicato sul blog la sezione Le vostre domande su emicrania e cefalea, Federico (che ha condiviso la sua storia nella sezione Migraine Warrior) mi ha chiesto se potevo scrivere un articolo sulla tossina botulinica, terapia di profilassi per l’emicrania cronica… ed eccolo qui!

Che cos’è la tossina botulinica A?

OnabotulinumtoxinA (meglio noto come Botox o BoNT-A) è una neurotossina, ossia un veleno (sì, avete letto bene) che agisce sul sistema nervoso. Gli anglosassoni la chiamano “veleno della salsiccia” perché è stata scoperta come contaminante di alimenti insaccati, fermentati e inscatolati, mal conservati.

Questa neurotossina, dopo essere stata adeguatamente preparata in modo che non risulti tossica per il nostro organismo, è in grado di bloccare temporaneamente le contrazioni del muscolo in cui viene iniettata.

Perché viene utilizzata come terapia per l’emicrania cronica?

La sua efficacia nel ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania è stata scoperta per puro caso, come spiega Barbanti: nel 1998, il chirurgo plastico William J. Binder notò che alcune delle sue pazienti emicraniche riferivano di aver notato un miglioramento della cefalea dopo la somministrazione della tossina botulinica sulla fronte e sulle tempie.

Dopo qualche anno, fu lo studio PREEMPT (che analizzò i dati di un campione composto da 1400 pazienti affetti/e da emicrania cronica) a confermare l’efficacia del botulino nel trattamento dell’emicrania cronica (15 o più giorni di mal di testa al mese).

E quindi, qual è il suo meccanismo di azione?

L’ipotesi più accreditata è che la tossina botulinica impedisce al trigemino di liberare i neuropeptidi e i neurotrasmettitori responsabili della dilatazione e della conseguente infiammazione dei vasi intracranici (CGRP, sostanza P e glutammato) bloccando la trasmissione degli impulsi dolorosi verso il cervello.

Come viene somministrato il botulino?

La tossina botulinica viene iniettata ogni tre mesi in 31 punti localizzati in sette muscoli della testa e del collo (frontale, procero, corrugatore, temporale, occipitale, paraspinale cervicale e trapezio). A discrezione dello specialista, possono essere iniettate ulteriori unità di botulino seguendo le aree di maggiore dolore segnalate dal/dalla paziente.

Le sedi in cui vengono effettuate le iniezioni di tossina botulinica per la profilassi dell'emicrania cronica.

Dopo quanto tempo si vedono i primi risultati?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda.
Alcune persone rispondono rapidamente, per altre sono necessari anche 9-12 mesi prima di notare un netto miglioramento.
Solitamente, il primo effetto positivo che viene rilevato è la riduzione dell’intensità del dolore durante gli attacchi e una maggiore efficacia dei farmaci sintomatici.

Quali sono gli effetti collaterali del botulino?

Durante lo studio PREEMPT, gli effetti collaterali rilevati più frequentemente sono stati:

  1. dolore al collo
  2. debolezza muscolare
  3. ptosi palpebrale (ossia un abbassamento della palpebra)
  4. dolore nella sede di iniezione
  5. peggioramento della cefalea
  6. mialgia (dolori muscolari)
  7. dolore muscolo-scheletrico

Il dolore al collo è l’effetto collaterale più comune segnalato dai/dalle pazienti nelle settimane successive alla somministrazione, un effetto indesiderato causato dagli altri muscoli che cercano a tutti gli effetti di compensare per quelli che sono stati bloccati dall’iniezione.

La tossina botulinica non è consigliata a persone che hanno disordini neuromuscolari o condizioni preesistenti come difficoltà respiratorie o grave miastenia; inoltre, non è una terapia che può essere somministrata a donne incinte o che stanno cercando una gravidanza.

Se sto facendo profilassi con la tossina botulinica, posso assumere altri medicinali per l’emicrania?

In linea generale, sì. L’importante, come sempre, è evitare il fai da te e assumere qualsiasi medicinale soltanto dopo aver consultato lo/la specialista che ci segue.

Si possono continuare ad assumere i farmaci sintomatici per la gestione delle singole crisi e ci sono casi in cui il protocollo terapeutico preveda anche la combinazione del botulino con altre terapie di profilassi.

State facendo la terapia di profilassi con la tossina botulinica e volete condividere la vostra esperienza sul percorso terapeutico? scrivetemi (leparoledellemicrania@gmail.com) oppure commentate il post.

Gli altri articoli del blog che potrebbero interessarvi…

1 commento su “B come BOTULINO per l’emicrania”

  1. Io ho provato da pi idi un mese anche le punture di botolino…ad oggi ancora nessun miglioramento ! Il medico mi ha detto dopo tre di rifarlo … perché è probabile cje andrà meglio man mano cje lo farò ! Diciamo che 700 euro ogni tre mesi sono tanti … certo se mi dovesse fare affetto lo farei volentieri ! Vediamo ….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: