Un articolo dedicato alla richiesta di invalidità civile per la cefalea

I come cefalea e INVALIDITÀ civile

14 luglio 2020: per molte persone è una data qualsiasi, per chi soffre di cefalea è una data che rappresenta la speranza che le cose possano cambiare. È il giorno in cui è stata approvata la legge che riconosce la cefalea come malattia sociale, è il giorno in cui è stato fatto un passo in più per riconoscere alla cefalea la dignità di malattia perché, come ho scritto nell’articolo M come malattia neurologica, la cefalea è una patologia neurologica invalidante.

L’impatto che la cefalea ha sulla qualità della vita di chi ne soffre è evidente; i dati raccolti negli anni in varie indagini parlano chiaro:

  • il 57% delle persone sente la necessità di nascondere la cefalea al datore di lavoro
  • Il 27% deve rinunciare a incontri/appuntamenti
  • Il 25% deve rinunciare ai suoi hobby

La Carta dei diritti del paziente cefalgico già nel 2003 recitava «Ottenere un adeguato riconoscimento del proprio disturbo sul posto di lavoro, in famiglia ed in qualunque altro ambito sociale, con valutazione dell’effettivo grado d’invalidità». Una legge, però, non è sufficiente a cambiare lo status quo se non si lavora per accrescere la consapevolezza sulla malattia, se non si continua a lavorare per creare una cultura della malattia tra le persone che non conoscono la cefalea e anche tra le persone che ne soffrono.

Una cultura della malattia che vede protagoniste le persone che convivono quotidianamente con la cefalea e che mette al centro il dialogo con i datori di lavoro, con i colleghi e con la comunità; senza questo substrato nel momento in cui arriveranno i decreti attuativi la legge potrà essere applicata ma difficilmente sarà compresa e accolta senza storcere il naso.

Malattia sociale, invalidità e disabilità: facciamo chiarezza

Prima di addentrarci nei dettagli della legge sulla cefalea, per comprendere appieno che cosa implica è importante avere chiaro il significato dei termini malattia sociale, invalidità e disabilità.

Malattia sociale

La malattia sociale è la malattia che, a causa del considerevole numero dei soggetti colpiti, presenta una vasta diffusione e una notevole frequenza nei vari strati della popolazione, dimostrando perciò una significativa incidenza di morbosità, letalità e mortalità. La malattia può presentare anche una causa o concausa di predisposizione ad altre infermità, qualificandosi in ogni caso come stato anteriore di frequenti e gravi menomazioni organiche invalidanti, con necessità di cura prolungate con un non indifferente onere economico sia per il singolo sia per la società.

Cosa significa nel concreto? La malattia sociale è quel tipo di patologia che:

  • colpisce un numero elevato di persone
  • può causare gravi conseguenze (in alcuni casi anche la morte)
  • predispone le persone ad altre malattie, anche invalidanti
  • costringe il singolo individuo e la società a sostenere costi elevati per le terapie.

Invalidità civile

Con il termine invalidità si definisce la riduzione della capacità lavorativa della persona determinata dalla menomazione, perdita o anomalia di una struttura o di una funzione a livello anatomico, fisiologico e psicologico. Quando si parla di invalidità per persone over 65 o minorenni non si prende in considerazione la capacità lavorativa, ma si fa riferimento alla capacità di svolgere compiti e funzioni tipiche di quella fascia di età.

Disabilità

Con il termine disabilità (detta handicap nel testo della Legge 104) si definisce la difficoltà di inserimento sociale (difficoltà di apprendimento, di relazione e di integrazione lavorativa) causata dalla patologia o dalla menomazione.

Le disabilità sono suddivise in 4 macro categorie:

  • disabilità sensoriali;
  • disabilità motorie;
  • disabilità intellettive;
  • disabilità psichiche.

Cefalea: cosa stabilisce la Legge n.81 del 14 luglio 2020

L’Italia è il primo paese europeo che ha riconosciuto la cefalea come malattia sociale.

Un riconoscimento che ci toglie dall’invisibilità e ci consegna la certificazione di esistere come persone che hanno una malattia, non più persone sbagliate e colpevoli di non riuscire a gestire la propria vita per un banale mal di testa

Lara Merighi – Al.Ce. Alleanza Cefalalgici

Una battaglia iniziata il 17 luglio 2007 proprio da Al.Ce. con un’interrogazione urgente presentata in Senato. A quella prima interrogazione sono seguite numerose lettere inviate negli anni al Ministero della Salute, ai parlamentari, ai consiglieri delle Regioni fino a quando, il 14 luglio 2020, il Senato ha approvato il testo di legge che ha due obiettivi primari:

  1. includere la cefalea primaria cronica tra le malattie sociali;
  2. individuare metodi innovativi da sperimentare per gestire la patologia.

Quali sono le forme di cefalea riconosciute dalla legge?

Per rientrare nello status di malattia sociale, la cefalea deve essere una cefalea primaria cronica accertata da almeno un anno tramite la diagnosi di specialista di un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee e che si presenta nelle seguenti forme:

  1. emicrania cronica e ad alta frequenza;
  2. cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
  3. cefalea a grappolo cronica;
  4. emicrania parossistica cronica;
  5. cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
  6. emicrania continua.

Lo status di malattia sociale permette di ottenere automaticamente il riconoscimento dell’invalidità?

La malattia sociale può essere invalidante, ma lo status di malattia sociale non comporta il riconoscimento in automatico di una percentuale di invalidità.

La Legge n.81/2020 ha messo nero su bianco che chi soffre di cefalea affronta quotidianamente grandi difficoltà in ogni settore della propria vita, ma al momento mancano i decreti attuativi; non è ancora stato fatto quell’ulteriore passaggio che permetterebbe di inserire la cefalea primaria negli elenchi delle patologie invalidanti riconosciute dall’INPS.

Che cosa comporta l’assenza dei decreti attuativi? In sostanza non sono ancora stati stabiliti criteri di valutazione univoci a livello nazionale che permettono alle commissioni di valutare il grado di invalidità causato dalla cefalea.

La legge sulla cefalea è quindi inutile? No, assolutamente.
La Fondazione CIRNA Onlus ha istituito un tavolo tecnico per definire i criteri di valutazione correlati alle cefalee croniche che dovranno guidare le commissioni medico legali nella valutazione dell’invalidità.

Oggi è possibile richiedere l’invalidità per la cefalea? E qual è l’iter da seguire?

Anche se attualmente non sono stati ancora definiti i criteri di valutazione a livello nazionale, le persone che soffrono di cefalea cronica possono già presentare la domanda per l’invalidità civile. Senza linee guida chiare è evidente che la valutazione della percentuale di invalidità al momento dipende dalla sensibilità della commissione che esamina la domanda (e quindi sì, è un terno al lotto).

Riassumo l’iter da seguire in questa infografica:

L'iter per richiedere l'invalidità per la cefalea cronica

Per maggiori approfondimenti sull’iter vi consiglio di leggere la guida meravigliosamente dettagliata pubblicata sul sito laleggepertutti.it

Quali sono le agevolazioni previste se viene riconosciuta l’invalidità per la cefalea?

In assenza di criteri guida specifici per la cefalea, per comprendere quali sono le eventuali agevolazioni possiamo basarci esclusivamente su quanto previsto attualmente dalla Legge 104:

  1. Esenzione totale dal ticket su prestazioni specialistiche e agevolazioni per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica per invalidità superiore ai due terzi (67%).
  2. Congedo per invalidità, ossia un congedo per le cure, concesso a chi ha una percentuale di invalidità superiore al 50%.
  3. Pensione di invalidità civile, un assegno di assistenza che viene riconosciuto per invalidità pari almeno al 74%.
  4. Collocamento mirato, ossia la possibilità di iscriversi alle liste speciali e di accedere ai servizi di sostegno dedicati (Legge 68), per invalidità superiore al 45%.

La definizione dei criteri e delle percentuali di invalidità è un passo necessario e fondamentale per applicare in modo concreto ciò che è stato stabilito dalla legge; ritengo, però, che sia altrettanto importante continuare il lavoro di sensibilizzazione sulla percezione sociale della malattia.

Il dialogo sulla malattia non è semplice, soprattutto sul luogo di lavoro, ma è possibile: Le parole dell’emicrania rappresenta la mia personale e concreta testimonianza che è possibile instaurare un dialogo perché da quando scrivo della mia malattia le persone intorno a me hanno iniziato a chiedere, a fare domande, a interessarsi. Poi ci sarà sempre chi non vuole ascoltare perché confrontarsi con il dolore altrui è difficile, ma questo non significa che tutte le persone non siano disposte a farlo.

Io non mi arrendo e spero non vi arrendiate nemmeno voi!

Se vi siete già addentrate/i nell’iter per la richiesta dell’invalidità per la cefalea, sarei curiosa di ascoltare le vostre esperienze. Scrivetemi qui nei commenti al post oppure venite a trovarmi su Facebook o Instagram.

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4 commenti su “I come cefalea e INVALIDITÀ civile”

  1. Giuliana Sessa

    Ciao Alessandra, grazie prima di tutto.
    Io sono in cura con emgality da gennaio. I primi tre mesi tutto procedeva da Dio.. Da 25 attacchi al mese ero passata a 2 max 3. Poi ho fatto astrazeneca e non si è capito più niente, sono tornata come prima nonostante continui a fare gli anticorpi. La dottoressa non pensa ci sia una correlazione, io si perché tutto è ricominciato dal vaccino. Sono disperata.

  2. Giuliana Sessa

    Non pensavo più di voler richiedere l’invalidità talmente ero grata alla cura di anticorpi ma ora vorrei di nuovo fare domanda. Deve essere la neurologa ad aggiornare la situazione e poi dovrei andare dal medico curante e continuare a procedere come hai detto tu?

    1. Cara Giuliana, sì la procedura per richiedere l’invalidità è quella che ho indicato nel post. Sul sito che ho linkato c’è anche una guida più approfondita, ma la procedura è questa.
      Per quanto riguarda il vaccino, può portare come effetto collaterale transitorio attacchi di cefalea, però ogni persona è un caso a sé stante.
      Mi auguro che presto torni a stare meglio e che si ristabilizzi la situazione.
      Ti abbraccio forte 💜

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