La carta dei diritti del paziente cefalgico

C come CARTA DEI DIRITTI del paziente cefalgico

Quanto è importante che la cefalea, una malattia invisibile e così tanto invalidante che colpisce sei milioni di persone solo in Italia, venga riconosciuta da un punto di vista sociale, medico e legale? La risposta è scontata: non è solo importante, è fondamentale!

Il riconoscimento di questa patologia ci permette di uscire dal silenzio, di sentirci meno giudicate/i, più comprese/i e accolte/i in ogni contesto della nostra vita privata e professionale. Ci permette di non essere più un esercito invisibile di pazienti fantasma che vagano alla ricerca di una strada per stare meglio che spesso sembra così difficile (se non impossibile) da raggiungere.

Quasi tutte le persone che soffrono di cefalea sanno che il 14 luglio 2020 il Senato ha approvato il testo di legge che riconosce la cefalea cronica come malattia sociale, ma pochi sono a conoscenza del fatto che dal 2003 esiste anche una Carta dei diritti del paziente cefalgico. Il documento è stato stilato da IHS (International Headache Society) e dalle associazioni italiane AIC (Associazione Italiana per la lotta contro le cefalee), OUCH Italia, Cittadinanzattiva, LIC (Lega Italiana Cefalgici) e dal Tribunale dei diritti del malato.

Il paziente cefalgico ha diritto a:

1. Disporre di strutture sanitarie che si occupano di prevenzione
2. Essere ascoltato seriamente e preso in considerazione nel momento in cui riferisce la propria condizione di sofferenza
3. Avere libero accesso alle strutture più qualificate utilizzando, nel caso sia necessario, canali di pronto soccorso specifico adeguatamente pubblicizzati
4. Scegliere liberamente il curante o la struttura presso la quale desidera sottoporsi a ogni eventuale trattamento
5. Essere visitato con una corretta e pertinente raccolta dell’anamnesi, con un esame fisico completo e con indicazioni diagnostiche, comportamentali e terapeutiche chiare (standard qualitativo)
6. Avere un’adeguata privacy e confidenzialità nel rispetto di un corretto rapporto medico-paziente
7. Essere informato correttamente sulla diagnosi, sulla natura del disturbo, sulla prognosi e sulle possibilità di trattamento
8. Disporre di un trattamento personalizzato, che tenga conto della situazione particolare e della specifica di ogni paziente
9. Esprimere il proprio consenso informato prima di essere sottoposto a qualunque tipo di esame, manovra, procedura o terapia ritenuta necessaria
10. Essere sottoposto ad esami e terapie nelle condizioni di massima sicurezza possibile
11. Evitare sofferenze e dolore non necessari
12. Esigere dalla società e dai medici la conduzione di ricerche nel campo delle cefalee per il miglioramento delle conoscenze e dei trattamenti per il futuro
13. Ottenere un adeguato riconoscimento del proprio disturbo sul posto di lavoro, in famiglia ed in qualunque altro ambito sociale, con valutazione dell’effettivo grado d’invalidità
14. Poter esporre senza problemi il proprio dissenso e i propri reclami nei confronti di strutture e/o operatori senza che ciò pregiudichi la possibilità di essere curato
15. Ricevere assicurazioni concrete circa l’intervento di un garante che possa, nel caso, applicare rapide sanzioni nei confronti di chi violi tali diritti
IHS, AIC, OUCH Italia, Cittadinanzattiva, LIC, Tribunale per i diritti del malato



Voi conoscevate già la Carta dei diritti del malato cefalgico?
Quali sono i punti che ritenete più importanti nella vostra esperienza come pazienti cefalgici?
Ditemi cosa ne pensate nei commenti o sulla pagina Facebook o Instagram del blog!

Se volete scaricare la Carta dei diritti del paziente cefalgico cliccate sul bottone; ne ho creato una versione in pdf da salvare e condividere.

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