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	<title>Farmaci e terapie per l&#039;emicrania Archivi - Le parole dell&#039;emicrania</title>
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	<description>Diamo voce a chi soffre di questa malattia invisibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Feb 2026 10:17:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il nostro ruolo conta: cosa ci dice il Position Paper AIFA sulla medicina partecipativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 20:48:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Al.Ce.]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente l'AIFA ha pubblicato un importante Position Paper sulla medicina di precisione e l'appropriatezza della prescrizione farmacologica. Al suo interno c'è un capitolo che parla direttamente a noi pazienti e che vale la pena conoscere.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/position-paper-aifa-sulla-medicina-partecipativa/">Il nostro ruolo conta: cosa ci dice il Position Paper AIFA sulla medicina partecipativa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Recentemente l&#8217;AIFA ha pubblicato un importante <strong>Position Paper sulla medicina di precisione e l&#8217;appropriatezza della prescrizione farmacologica</strong>. Al suo interno c&#8217;è un capitolo che parla direttamente a noi pazienti e che vale la pena conoscere.</p>



<p>Il capitolo 5 si chiama <em>&#8220;Appropriatezza prescrittiva ed uso corretto dei farmaci: dalla parte del Paziente&#8221;</em>. E il titolo dice già tutto: il paziente non è descritto come destinatario passivo delle cure, ma come <strong>protagonista attivo del proprio percorso di salute</strong>.</p>



<p></p>



<h2>Eravamo già protagonisti, prima ancora della medicina moderna</h2>



<p>Il documento apre con una riflessione storica che trovo bellissima. Prima dell&#8217;avvento della medicina tecnologica, il medico capiva la malattia soprattutto <strong>ascoltando il paziente</strong>: la sua storia, il suo stile di vita, le sue paure, il suo contesto. Era il racconto del paziente la principale fonte di diagnosi.</p>



<p>Poi è arrivata la specializzazione, la frammentazione delle cure, la pressione sui tempi. E il dialogo si è perso.</p>



<p>Allo stesso tempo, però, è cresciuta anche la nostra consapevolezza come pazienti. Oggi non accettiamo più le decisioni mediche come verità incontestabili: vogliamo capire, vogliamo partecipare. Questo è un diritto, ed è giusto esercitarlo. Il problema è che l&#8217;eccesso di informazioni non verificate in rete ha reso tutto più confuso, generando sfiducia e aspettative distorte.</p>



<p>Il risultato? Un rapporto medico-paziente spesso in difficoltà che ha bisogno di essere ricostruito su basi nuove.</p>



<p></p>



<h2>Cosa si intende per &#8220;medicina partecipativa&#8221;</h2>



<p>Il Position Paper parla esplicitamente di <strong>&#8220;Sanità partecipata&#8221;</strong> o <strong>&#8220;Medicina partecipativa&#8221;</strong>: un modello in cui il cittadino non è solo oggetto delle cure, ma soggetto attivo nelle decisioni che riguardano la propria salute.</p>



<p>Questo si declina in due concetti fondamentali:</p>



<p><strong>Patient Empowerment</strong>&nbsp;– essere informati e formati per comprendere le ragioni dei trattamenti, i loro possibili effetti positivi e negativi, e le conseguenze di eventuali rifiuti. È la base per poter scegliere consapevolmente.</p>



<p><strong>Patient Engagement</strong>&nbsp;– fare un passo in più: assumere un ruolo attivo nella gestione quotidiana della propria salute. Non solo capire, ma agire, monitorare, comunicare.</p>



<p>Per chi vive con l&#8217;emicrania, questi concetti non sono astratti. Quante volte avete avuto l&#8217;impressione che il medico non capisse davvero quanto incide la malattia sulla vostra vita? Quante volte avete smesso una terapia senza dirlo, perché avevate paura degli effetti collaterali? Quante volte non avete seguito le indicazioni perché non erano chiare, o non si adattavano alla vostra routine? Il Position Paper dice che il sistema deve fare di più per coinvolgerci davvero.</p>



<p></p>



<h2>Il dialogo come strumento terapeutico</h2>



<p>Una delle sezioni più concrete del documento riguarda l&#8217;<strong>aderenza alle terapie</strong> — ossia la capacità di seguire correttamente le prescrizioni nel tempo. E sappiamo quanto questo sia complicato quando si tratta di farmaci per l&#8217;emicrania, spesso da assumere con regole precise, in momenti specifici e con attenzione agli abusi.</p>



<p>Il documento identifica le principali cause di abbandono delle terapie e offre, per ciascuna, una risposta concreta basata sul dialogo:</p>



<ul><li><strong>Paura degli effetti collaterali</strong> → può essere affrontata discutendo apertamente con il medico il rapporto rischi/benefici, personalizzato sulla propria situazione.</li><li><strong>Stigma su certi farmaci</strong> → si supera capendo come funzionano davvero, senza pregiudizi.</li><li><strong>Paure legate a informazioni false</strong> → si gestiscono tornando a fonti autorevoli, insieme al medico.</li><li><strong>Dubbi sull&#8217;utilità della terapia</strong> → si dissolvono con una spiegazione chiara del perché quel farmaco, per quella condizione, in quel momento.</li><li><strong>Difficoltà pratiche</strong> (orari, dosaggi, troppe pillole) → si risolvono cercando di adattare la terapia alle abitudini reali del paziente, dove possibile.</li><li><strong>Dimenticanze</strong> → si limitano con strumenti semplici come tabelle scritte, diari di aderenza, o app per il promemoria.</li></ul>



<p>Sembra banale? Non lo è. Questi accorgimenti, se sistematicamente applicati, migliorano concretamente i risultati delle terapie. E il documento lo dimostra citando studi scientifici rilevanti.</p>



<p></p>



<h2>La medicina narrativa: il racconto che cura</h2>



<p>Il Position Paper cita anche la <strong>medicina narrativa</strong>, una disciplina nata negli anni &#8217;80 grazie al lavoro di Arthur Kleinman e poi sviluppata da Rita Charon alla Columbia University. L&#8217;idea è semplice ma rivoluzionaria: il racconto del paziente non è solo anamnesi, è strumento di cura.</p>



<p>Tra ciò che il paziente <em>vive</em> (illness) e ciò che il medico <em>diagnostica</em> (disease) c&#8217;è spesso uno scarto enorme. Riconciliarli richiede ascolto, tempo, rispetto. Per chi ha l&#8217;emicrania, questo scarto è quotidiano: una crisi non è solo un &#8220;dolore alla testa&#8221;, è una giornata cancellata, un impegno mancato, una relazione messa alla prova. Se il medico non lo sa, non può davvero aiutarci.</p>



<p></p>



<h2>Le barriere che ancora ci separano</h2>



<p>Il documento è onesto anche sugli ostacoli. <br>Le principali barriere al coinvolgimento del paziente sono:<br>1) <strong>Il tempo</strong> o meglio, la sua mancanza. Le visite sono brevi, i medici sotto pressione. Il tempo necessario per costruire una vera alleanza terapeutica spesso non è previsto dal sistema. <br>2) <strong>La comunicazione:</strong> i medici usano spesso un linguaggio tecnico dato per scontato. E le barriere si moltiplicano per chi ha difficoltà linguistiche, cognitive o fisiche.<br>3) <strong>La sottovalutazione degli aspetti emotivi e culturali:</strong> le nostre paure, le nostre credenze, il nostro contesto sociale influenzano enormemente come viviamo la malattia e come seguiamo le terapie. Spesso questi aspetti non vengono considerati abbastanza.</p>



<p></p>



<h2>Strumenti concreti a nostra disposizione</h2>



<p>Il documento propone anche strumenti pratici per favorire la partecipazione attiva del paziente:<br>1) <strong>Strumenti di comunicazione:</strong>&nbsp;promemoria scritti, materiali informativi personalizzati, il <em>teach-back method</em> (chiedere al paziente di ripetere con parole sue le indicazioni ricevute, per verificare la comprensione).<br>2) <strong>Strumenti digitali:&nbsp;</strong>app per la gestione dei farmaci, dispositivi indossabili per monitorare parametri vitali. Con una raccomandazione importante: meglio strumenti sviluppati da istituzioni sanitarie pubbliche, senza interessi commerciali, co-progettati con le associazioni di pazienti.<br>3) <strong>Strumenti di feedback:</strong>&nbsp;i <em>Patient-Reported Outcomes</em> (PRO), ovvero misure di esito riportate direttamente dal paziente, senza l&#8217;interpretazione del clinico. Includono la qualità della vita, la soddisfazione rispetto al trattamento, la gravità dei sintomi percepiti. Sono strumenti ancora poco utilizzati in modo sistematico, ma su cui si sta investendo sempre di più.</p>



<p></p>



<h2>Il ruolo delle associazioni di pazienti</h2>



<p>Un passaggio che mi ha colpita particolarmente riguarda il ruolo delle <strong>associazioni di pazienti</strong>. Il documento riconosce esplicitamente che le associazioni sono fondamentali per elevare a livello sociale il coinvolgimento del paziente: portano la voce reale dei cittadini nelle sedi decisionali, fanno da mediatori culturali e comunicativi, offrono supporto psicologico spesso assente nelle strutture ospedaliere.</p>



<p>È in questa direzione che va anche l&#8217;emendamento alla legge di bilancio 2025, che prevede l&#8217;istituzione di un <strong>Registro Unico delle Associazioni della Salute (RUAS)</strong>, i cui iscritti potranno partecipare alle consultazioni della Commissione scientifica ed economica di AIFA.</p>



<p></p>



<h2>Cosa significa tutto questo per noi</h2>



<p>Se avete letto fin qui, avete capito il messaggio centrale: <strong>il vostro contributo non è accessorio, è indispensabile</strong>. La vostra storia, il vostro vissuto, le vostre difficoltà quotidiane con la malattia sono dati clinici a tutti gli effetti. Ignorarli significa curare una diagnosi, non una persona. L&#8217;emicrania è una malattia cronica, invisibile, spesso sottostimata. Chi la vive sa che non si tratta solo di mal di testa. Si tratta di qualità della vita, di scelte quotidiane, di rinunce. E nessuno può descriverlo meglio di noi.</p>



<p>Portate il vostro racconto nelle visite. Chiedete spiegazioni quando qualcosa non è chiaro. Dite quando una terapia non funziona per come è stata prescritta. Segnalate i vostri dubbi invece di abbandonare silenziosamente un farmaco. Non perché siate obbligati a farlo, ma perché questo è il futuro della medicina. E voi ne siete parte essenziale.</p>



<p><em>Fonti: AIFA, Position Paper &#8220;Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica&#8221;, Capitolo 5 &#8211; Medicina partecipativa e aderenza alle terapie.</em></p>
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		<title>G come GEPANTI per l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/g-come-gepanti-per-lemicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 17:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sono i gepanti? Qual è il loro meccanismo di azione? Si usano per il trattamento acuto oppure per la terapia di profilassi dell'emicrania? Per avere maggiori informazioni su questa nuova categoria di farmaci specifici per l'emicrania leggete l'articolo cliccando sul titolo o sull'immagine.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Era il 2004 quando, per la prima volta, i <strong>gepanti </strong>hanno fatto la loro comparsa tra i farmaci per il <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/curare-l-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento dell’emicrania</a>.<br><br>Eppure, soltanto da aprile 2022 sono entrati in scena e balzati alle cronache come i nuovi arrivati tra le terapie sintomatiche e di profilassi: <strong>Vydura (Rimegepant)</strong>, <strong>Aquipta (Atogepant) </strong>e <strong>Zavzpret (Zavegepant)</strong> sono i gepanti attualmente disponibili sul mercato.</p>



<p>Insieme ai <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/t-come-triptani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">triptani</a>, ai <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-ditani-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ditani</a> e all’<a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/">anticorpo </a><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monoclonale</a>, i gepanti entrano di diritto nella categoria di <strong>terapie farmacologiche specifiche per l’emicrania</strong> a testimonianza di quanto la ricerca in ambito medico sulla nostra <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/emicrania-malattia-neurologica-invalidante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">malattia</a> stia facendo enormi passi in avanti. <br><br>E questo è uno dei motivi per cui cerco sempre di guardare al futuro, giorno dopo giorno, con la convinzione che la possibilità concreta di stare bene e di gestire questa malattia neurologica esiste.</p>





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<h2 id="che-cos-e-la-tossina-botulinica-a">Che cosa sono i gepanti?</h2>



<p>I gepanti sono una terapia che può essere utilizzata</p>



<ol type="1"><li>per il <strong>trattamento sintomatico</strong> dell’emicrania (con o senza aura)<br></li><li>per il <strong>trattamento di profilassi </strong>dell’emicrania (con o senza aura)</li></ol>



<h2 id="perche-viene-utilizzata-come-terapia-per-l-emicrania-cronica">Qual è il meccanismo di azione dei gepanti?</h2>



<p>I gepanti hanno come bersaglio il <strong>CGRP</strong>: <strong>bloccano reversibilmente i suoi recettori</strong> inibendo i meccanismi che scatenano l’attacco.</p>



<h2>Qual è la via di somministrazione dei gepanti?</h2>



<p>Rimegepant e Atogepant sono in forma di<strong> compresse</strong>, mentre Zavegepant (attualmente approvato solo da FDA negli USA) è uno <strong>spray nasale</strong> che può essere usato esclusivamente per la terapia acuta dell&#8217;attacco e non per la terapia di profilassi.</p>



<h2 id="come-viene-somministrato-il-botulino">In cosa si differenziano dagli anticorpi monoclonali?</h2>



<ol><li>L’anticorpo monoclonale è una terapia di profilassi utilizzata solo per il trattamento dell’emicrania cronica o ad alta frequenza</li><li>L&#8217;anticorpo monoclonale non è utilizzato come terapia sintomatica</li><li>La via di somministrazione degli anticorpi attualmente in commercio è sottocutanea o endovenosa</li></ol>



<h2 id="come-viene-somministrato-il-botulino">I gepanti sono già in commercio in Italia?</h2>



<p>Atogepant e Rimegepant sono in commercio in Italia e rimborsati dal SSN secondo i criteri stabiliti da AIFA.<br></p>



<ul><li><strong>Atogepant</strong> è indicato nel <strong>trattamento preventivo dell’emicrania con o senza aura episodica e cronica</strong> negli adulti che presentano almeno&nbsp;8 giorni di emicrania disabilitante al mese negli ultimi tre mesi.<br></li><li><strong>Rimegepant </strong>è indicato sia per il <strong>trattamento acuto dell’emicrania con o senza aura</strong>, sia per il <strong>trattamento preventivo di emicrania episodica</strong> negli adulti che presentano almeno&nbsp;8 giorni di emicrania disabilitante al mese negli ultimi tre mesi.</li></ul>



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<p><strong>Gli altri articoli del blog che potrebbero interessarvi&#8230;</strong></p>





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		<title>C come CURARE l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/curare-l-emicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 08:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorpo monoclonale anti-CGRP]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[how to]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si cura l'emicrania? Quali sono le terapie per prevenire e per gestire gli attacchi? Quali farmaci vengono utilizzati? Cliccate sul titolo o sull'immagine per leggere l'articolo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/curare-l-emicrania/">C come CURARE l&#8217;emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>AGGIORNAMENTO APRILE 2025</strong></p>



<p>Le <strong>nuove linee guida </strong>elaborate dalla <strong>Società Italiana per lo Studio delle Cefalee </strong>e dalla <strong>International Headache Society</strong> hanno l&#8217;obiettivo di fornire raccomandazioni chiare e pratiche basate sulle più recenti ricerche scientifiche e sull&#8217;esperienza clinica di specialisti che si occupano quotidianamente di emicrania. Sono state create per aiutare i medici a offrire la migliore assistenza possibile, ma possono anche essere utili per i pazienti che desiderano comprendere meglio il loro percorso di cura. E sono anche un importante punto di svolta per la gestione di questa malattia neurologica, invisibile e fortemente invalidante.</p>



<p>Scarica il documento di sintesi (in inglese) &#8220;<strong><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2025/05/Linee-guida-SISC-IHS-Migraine-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SISC &#8211; IHS Guidelines for Migraine Management | Summary</a></strong>&#8220;</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p>Vi è mai capitato di <strong>sognare di non avere più l&#8217;emicrania</strong> e di essere guarite/i? <br><br>A me sì, è capitato davvero tante volte di sognare una vita senza la paura e l&#8217;<a href="https://www.leparoledellemicrania.it/a-come-ansia-da-emicrania-e-non-solo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ansia</a> tipica di quelle giornate in cui sai che il dolore arriverà inesorabilmente. Il ritorno alla realtà al risveglio è sempre stato un boccone amaro difficile da digerire come tutte le volte in cui ogni specialista che hai consultato al termine della visita ti dice: «Dall&#8217;emicrania non si guarisce, te la devi tenere a vita, forse migliorerà con la menopausa». <br><br>Sì, perché <strong>l&#8217;emicrania è una <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/emicrania-malattia-neurologica-invalidante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">malattia neurologica</a> da cui oggi non si può guarire</strong>; è scritta nel nostro DNA, è un tratto biologico da cui non possiamo &#8220;liberarci&#8221;; è come avere i capelli neri: possiamo anche tingerli, ma nella loro essenza rimarranno sempre neri. </p>



<p><strong>L&#8217;emicrania, però, si può gestire</strong>; si può imparare a convivere con lei grazie alle <strong>terapie di profilassi</strong> e alle <strong>terapie sintomatiche</strong>.<br>Personalmente, nel momento in cui ho <strong>accettato la natura della mia malattia</strong> ho fatto <strong>il primo vero passo per trovare la giusta terapia</strong> e per imparare davvero a conoscere e a convivere con la mia emicrania.</p>





<div style="height:38px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 id="gestire-emicrania">Gestire l&#8217;emicrania: l&#8217;importanza di trovare la giusta terapia</h2>



<p>Trovare una <strong>terapia per l&#8217;emicrania che funzioni</strong> e che allo stesso tempo abbia <strong>effetti collaterali sopportabili</strong> non è semplice: ci vuole una massiccia dose di pazienza e soprattutto la fortuna di trovare un/a neurologo/a che ci ascolti e analizzi il nostro caso specifico con attenzione e non come se fosse l&#8217;ennesimo protocollo anonimo. </p>



<p>I dati raccolti in varie indagini dal CENSIS fotografano in modo chiaro quanto il <strong>percorso verso la diagnosi sia piuttosto lungo e tortuoso</strong>: nonostante nella maggioranza dei casi l&#8217;emicrania si manifesti già in età giovanile (per il 39,1% prima dei 18 anni e per il 38,4% tra i 18 e i 30 anni), <strong>il 41,1% delle persone intervistate che ne soffrono ha dichiarato di aver aspettato 5 anni o più prima di chiedere a aiuto a uno/a specialista qualificato/a e iniziare una terapia <em>ad hoc</em></strong>. </p>



<p>Io stessa, nonostante ne soffra da quando ho 4 anni, ho fatto la mia prima visita in un centro cefalee a 23 anni. <br>Un <strong>ritardo</strong>, dovuto nella maggioranza dei casi alla <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/disinformazione-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disinformazione</a> e alla minimizzazione della patologia, che spesso <strong>causa la cronicizzazione e l&#8217;aggravamento della malattia:</strong> oppresse/i dal dolore la sola strada che molte/i di noi conoscono è quella di imbottirsi di farmaci sintomatici con il rischio di ritrovarsi una <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/cefalea-cronica-da-rimbalzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cefalea da rimbalzo</a> e la <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-disintossicazione-da-triptani-e-fans/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">necessità di disintossicarsi</a> prima di poter fare qualsiasi terapia, proprio come è capitato a me!</p>



<p>Ecco perché è fondamentale <strong>conoscere la differenza tra terapia di profilassi e terapia acuta dell&#8217;attacco</strong>.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color"><strong>Attenzione!! Io non sono un medico e l&#8217;articolo ha uno scopo puramente informativo. </strong><br><strong>Qualsiasi farmaco deve essere assunto soltanto dopo aver consultato il proprio medico.</strong></p>



<h2 id="terapia-profilassi-obiettivo">Terapia di profilassi per l&#8217;emicrania</h2>



<h3 id="qual-e-l-obiettivo-della-profilassi">Qual è l&#8217;obiettivo della profilassi?</h3>



<p>Modificare la <strong>frequenza, la durata e l&#8217;intensità </strong>degli attacchi di emicrania.<br><br>La terapia di profilassi viene considerata <strong>efficace nel momento in cui riduce di almeno il 50% la frequenza e/o l&#8217;intensità degli attacchi </strong>nei tre mesi successivi all&#8217;inizio dell&#8217;assunzione dei farmaci. Efficacia che viene valutata con <strong>diario delle cefalea </strong>e <strong>questionario MIDAS</strong> (<em>Migraine Disability Assessment Score</em>) alla mano.</p>



<h3 id="quali-sono-i-farmaci-utilizzati-per-la-profilassi">Quali sono i farmaci utilizzati per la profilassi?</h3>



<p>Solitamente si imposta una <strong>monoterapia</strong>, ossia la profilassi con un unico farmaco; nei casi di emicrania cronica e resistente al trattamento è possibile che sia necessario procedere con una<strong> terapia di associazione</strong> (2 categorie di farmaci) che intervenga anche sulle possibili comorbidità (ad esempio emicrania + insonnia, emicrania + stato depressivo, emicrania + ansia, ecc&#8230;). </p>



<p>Vediamo con l&#8217;aiuto del riassunto fatto da Barbanti nel suo libro q<strong>uali sono i farmaci attualmente utilizzati per la profilassi e per la terapia dell&#8217;attacco</strong> (e niente amiche e amici, oggi è giornata di post alla <em>Superquark</em>, ve tocca <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).</p>



<h4 id="betabloccanti"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Beta-bloccanti (propanololo e metaprololo)</h4>



<p>La loro efficacia nella riduzione degli attacchi di emicrania fu scoperta per puro caso da un medico emicranico 55enne: nei 9 mesi in cui utilizzò i beta-bloccanti per alcuni problemi cardiaci le sue terribili emicranie scomparvero totalmente. <br><br><em>Chi è il/la candidato ideale? </em><br>Persone iperattive e ipereccitabili, un po&#8217; stressate e che soffrono anche di emicrania del weekend.<br><br><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare una sensazione di stanchezza, ridurre la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa</p>



<h4 id="antiepilettici"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Antiepilettici (topiramato, valproato e gabapentin)</h4>



<p>Il loro nome terrorizza tutto il popolo emicranico perché sono noti per gli effetti collaterali per nulla facili da gestire, ma sono molto efficaci.</p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone con disturbi della sfera emozionale-affettiva con emicrania ad alta frequenza o cronica</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare calo/aumento di peso, formicolii ai polpastrelli di mani e piedi, perdita di memoria, alopecia, disturbi gastrointestinali e un aumento del rischio di calcoli ai reni e di malformazioni fetali.</p>



<h4 id="calcioantagonisti"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Calcio-antagonisti (flunarizina e cinnarizina)</h4>



<p>Utilizzati anche nei bambini e negli adolescenti, non brillano nei primi posti in classifica per rapidità di azione.</p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone che soffrono di insonnia</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare aumento di peso, sonnolenza, depressione nel caso di uso prolungato e aumento del rischio di parkinsonismo nelle persone anziane.</p>



<h4 id="antidepressivi"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Antidepressivi triciclici con amitriptilina </h4>



<p>Anche loro, come gli antiepilettici, pagano il prezzo del nome infausto, ma sono la categoria di farmaco più utilizzata in assoluto per la profilassi dell&#8217;emicrania. </p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone ansiose e/o che soffrono di insonnia</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare aumento di peso, sonnolenza, ritenzione urinaria e aritmie cardiache.</p>



<h4 id="sartani"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Sartani (candesartan, telmisartan e lisinopril)</h4>



<p>Utilizzati per la cura dell&#8217;ipertensione, sono in generale ben tollerati (meglio dei betabloccanti), ma molto rischiosi per il feto e quindi sconsigliati alle donne in età fertile.</p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone emicraniche ipertese.</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare un calo della pressione arteriosa (ipotensione).</p>



<h4 id="tossina-botulinica"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Tossina botulinica di tipo A</h4>



<p>Largamente utilizzata in neurologia (e non solo), per la terapia dell&#8217;emicrania cronica viene iniettata in 31/39 punti localizzati in 7 muscoli della testa e del collo seguendo la distribuzione del sistema trigemino cervicale. Le iniezioni vengono ripetute ogni 3 mesi.</p>



<p>Per maggiori dettagli su questa terapia di profilassi, potete leggere l&#8217;articolo dedicato <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/b-come-botulino-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B come botulino per l&#8217;emicrania</a></em>.</p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone che soffrono di emicrania cronica.</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>Possono causare debolezza muscolare e la loro efficacia non è immediata.</p>



<h4 id="anticorpi-monoclonali"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Anticorpi monoclonali anti CGRP (Aimovig, Ajovy, Emgality e Vyepti)</h4>



<p>Il loro bersaglio è il CGRP e sono la prima terapia specifica per il trattametno dell&#8217;emicrania cronica, per sapere tutto ciò che serve sugli anticorpi monoclonali vi rimando alla lettura dell&#8217;articolo dedicato <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A come anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania</a></em>.</p>



<h4 id="gepanti"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Gepanti (Atogepant e Rimegepant)</h4>



<p>Proprio come gli anticorpi monoclonali, i gepanti bloccano l&#8217;azione del CGRP. <br>Atogepant è indicato nel trattamento preventivo dell’emicrania con o senza aura episodica e cronica negli adulti. Rimegepant è indicato sia per il trattamento acuto dell’emicrania con o senza aura, sia per il trattamento preventivo di emicrania episodica negli adulti.</p>



<p><em>Chi è il/la candidato ideale?</em><br>Persone adulte che soffrono di emicrania cronica ed episodica.</p>



<p><em>Quali sono gli effetti indesiderati?</em><br>L&#8217;effetto indesiderato più comune è la nausea. Al momento è sconsigliato l&#8217;uso in gravidanza e in allattamento perché non si conoscono gli effetti sul feto e sul latte materno</p>



<h2 id="terapia-sintomatica">Terapia sintomatica dell&#8217;emicrania</h2>



<h3 id="qual-e-l-obiettivo-della-terapia-sintomatica">Qual è l&#8217;obiettivo della terapia sintomatica?</h3>



<p><strong>Interrompere la singola crisi</strong> e gestire il dolore associato all&#8217;attacco emicranico.<br>Obiettivo che è possibile raggiungere <strong>se il farmaco viene assunto appena si manifestano i primi sintomi</strong>: l&#8217;attacco emicranico, infatti, è caratterizzato da fasi progressive ed è importante bloccarlo prima che il dolore diventi inarrestabile, indicativamente entro la prima ora dalla comparsa delle prime avvisaglie. <br>Questo è il motivo per cui è davvero importante conoscere la propria emicrania e, di conseguenza, riconoscere i segnali che ci preannunciano il suo arrivo.</p>



<h3 id="quali-sono-i-farmaci-usati-per-la-terapia-sintomatica">Quali sono i farmaci usati per la terapia sintomatica?</h3>



<p>Quattro sono le classi di farmaci che vengono utilizzate per la terapia dell&#8217;attacco.</p>



<h4 id="fans"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> FANS</h4>



<p>Gli antinfiammatori non steroidei sono consigliati per attacchi lievi o moderati o per pazienti che non possono assumere triptani.<br>(Per approfondimenti sui FANS, vi invito a leggere l&#8217;articolo dedicato <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/f-come-fans-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">F come FANS per l&#8217;emicrania</a>)</em></p>



<h4 id="triptani"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Triptani</h4>



<p>I triptani sono consigliati per attacchi caratterizzati da dolore intenso. <br>(Per approfondimenti sui triptani, vi invito a leggere l&#8217;articolo dedicato <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/t-come-triptani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>T come triptani per l&#8217;emicrania</em></a>)</p>



<h4 id="ditani"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ditani</h4>



<p>Attualmente in commercio soltanto negli USA, come i triptani agiscono sui recettori della serotonina, ma non hanno controindicazioni per chi ha problemi cardiaci.<br>(Per approfondimenti sui ditani, vi invito a leggere l&#8217;articolo dedicato <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-ditani-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D come ditani per l&#8217;emicrania</a></em>)</p>



<h4 id="ergotamina"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Alcaloidi dell&#8217;ergotamina</h4>



<p>Sono potenti vasocostrittori indicati esclusivamente in caso di attacchi molto lunghi perché, oltre a essere scarsamente tollerati (causano nausea, vomito, formicolii alle dita), il loro uso ripetuto può portare gravi problemi cardiaci.</p>



<h4 id="antiemetici"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f48a.png" alt="💊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Antiemetici</h4>



<p>Spesso l&#8217;attacco di emicrania è accompagnato anche dai cosiddetti sintomi neuro-vegetativi, ossia nausea, vomito, fotofobia, fonofobia e osmofobia. Per gestire la nausea e il vomito possono essere usati gli antiemetici (ad esempio il Plasil, per intenderci) che tendono a migliorare anche l&#8217;effetto degli analgesici.</p>



<div style="height:38px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Bene amiche e amici, se siete sopravvissute/i alla lettura di questo articolo enciclopedico, prima di salutarvi vi riporto <strong>i dati del piccolo sondaggio </strong>che ho fatto su Instagram e Facebook <strong>sulle terapie di profilassi</strong>. Ringrazio tutte le persone che mi hanno lasciato il loro feedback e se volete raccontarmi la vostra esperienza in merito alle terapie preventive e/o sintomatiche&#8230; scrivetemi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f49c.png" alt="💜" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized is-style-default"><img src="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?resize=512%2C512&#038;ssl=1" alt="Il sondaggio fatto su Instagram e Facebook sulle terapie di profilassi per l'emicrania." class="wp-image-1234" width="512" height="512" srcset="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/sondaggio-terapia-profilassi-emicrania.png?resize=600%2C600&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" data-recalc-dims="1" /></figure>



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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/curare-l-emicrania/">C come CURARE l&#8217;emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
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		<title>P come PACAP (e il suo ruolo nell&#8217;emicrania)</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/p-come-pacap/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 09:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos'è il PACAP e come è coinvolto nella fisiopatologia dell'emicrania? Come si differenzia dal CGRP e perché potrebbe essere un bersaglio promettente per il trattamento dell'emicrania? Per saperne di più leggete l'articolo cliccando sul titolo o sull'immagine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/p-come-pacap/">P come PACAP (e il suo ruolo nell&#8217;emicrania)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È veramente tanto tempo che non scrivo sul blog ed è strano mettermi di nuovo qui alla tastiera stanca morta dopo una giornata intensa al master Altems che sto frequentando alla Cattolica di Roma. Però ho deciso di farlo perché ci sono troppe cose importanti da dire, ne ho un elenco infinito e da qualche parte devo pur cominciare.</p>



<p>Riparto da una questione di quelle che nei primi post del blog chiamavo i post alla Superquark perché la ricerca medico scientifica sulla nostra malattia va avanti e ci sono novità importanti da raccontare. Lo scorso anno parlavo qui di <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-ditani-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ditani </a>e<a href="https://www.leparoledellemicrania.it/g-come-gepanti-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> gepanti</a>, il tempo scorre veloce e all&#8217;orizzonte si affacciano nuove importanti scoperte sui meccanismi che sono alla base della nostra malattia.</p>



<p>E oggi parliamo di <strong>PACAP</strong>.<br>E voi direte: embé?<br>Pare che dobbiamo proprio fare i conti con acronimi e nomi assurdi. <br>Ci ho messo mesi a imparare il significato di CGRP e mo me tocca il PACAP 🫣</p>



<p>Va beh, bando alle ciance. Entriamo nel vivo della questione.</p>



<p></p>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 id="che-cos-e-la-tossina-botulinica-a">Cos&#8217;è il PACAP?</h2>



<p>Polipeptide attivante l&#8217;adenilato ciclasi pituitaria.<br>Ok. Un neuropeptide. Una <strong>proteina coinvolta nella fisiopatologia</strong> <strong>dell&#8217;emicrania</strong> (quindi nel modo in cui una malattia si sviluppa e si manifesta). Così è più chiaro.<br>Il PACAP ha diverse funzioni nel corpo umano (per questo viene definito peptide multifunzionale), ma una delle sue funzioni più importanti in relazione all’emicrania è la <strong>regolazione della dilatazione dei vasi sanguigni</strong>, oltre ad agire come neurotrasmettitore e neuromodulatore (modula i segnali dolorosi trasmessi dai nervi).</p>



<p>Come spiegato dal <strong>dottor Ashina</strong> (professore di neurologia presso l&#8217;Università di Copenaghen e direttore dell&#8217;Unità di ricerca sull&#8217;emicrania umana presso il Centro cefalee danese e il Dipartimento di neurologia):</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Per quanto riguarda l’emicrania, il PACAP si trova nelle cosiddette strutture strategiche associate all&#8217;emicrania, in particolare nel cosiddetto sistema trigeminovascolare. Quindi i nostri vasi sanguigni esprimono questo peptide, i nostri nervi esprimono questo peptide, il nostro cervello esprime questo peptide, e sappiamo che questo sistema trigeminovascolare è molto importante per la patogenesi dell&#8217;emicrania, il modo in cui l&#8217;emicrania si verifica, l&#8217;emicrania si presenta, ed è per questo che questo peptide è stato studiato. E abbiamo scoperto che potrebbe svolgere un ruolo molto importante nella fisiopatologia dell’emicrania.</p></blockquote>



<h2 id="perche-viene-utilizzata-come-terapia-per-l-emicrania-cronica">Quali sono le differenze tra PACAP e CGRP?</h2>



<p>Se avete letto l’articolo che tempo fa ho scritto sul <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CGRP,</a> il fatto che il PACAP abbia a che fare con la dilatazione dei vasi sanguigni e che si trovi anche nel sistema trigeminovascolare vi suona familiare. <br><br>E quindi, in cosa sono diverse queste due proteine?<br>Il CGRP fa parte della famiglia della calcitonina, mentre il PACAP appartiene alla famiglia della secretina. Entrambi i peptidi sono vasodilatatori, ma <strong>si legano a recettori diversi nel corpo umano</strong>. Questo li rende differenti, pur condividendo alcune caratteristiche comuni, come la capacità di dilatare i vasi sanguigni, in particolare quelli situati nella regione cranica.</p>



<p>Sempre per citare le parole del dottor Ashina:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Quando le molecole sono libere di circolare nel corpo umano, di solito si legano ai cosiddetti recettori. Si può immaginare che ogni cellula umana contenga un recettore specifico per questi peptidi. Sono una sorta di porte che si aprono quando le molecole si legano a queste porte. Quindi, il PACAP e il CGRP hanno porte diverse a cui si legano. Ecco perché si tratta di peptidi diversi. Ma condividono alcuni aspetti, come il fatto di essere entrambi vasodilatatori, cioè di dilatare i vasi umani, in particolare quelli situati nella regione cranica</p></blockquote>



<h2>Il PACAP e le terapie di profilassi per l’emicrania</h2>



<p>Dagli studi clinici condotti dal dottor Ashina è emerso che l’<strong>infusione di PACAP </strong>in pazienti con emicrania scatena attacchi in oltre il 50% di essi. Basandosi su questa evidenza, ulteriori studi stanno esaminando l’<strong>efficacia di farmaci che bloccano il PACAP o i suoi recettori</strong>. Il PACAP potrebbe, quindi, essere un bersaglio promettente per il trattamento dell&#8217;emicrania anche per quei <strong>pazienti che non hanno avuto una risposta adeguata </strong>agli <strong>anticorpi anti-CGRP</strong> o ad altri trattamenti di profilassi.</p>



<p>Ancora le parole del dottor Ashina: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Dobbiamo sapere e ricordare che c&#8217;è un certo numero di persone che non rispondono a questi farmaci (anti-CGRP). Si tratta di circa il 40%. Dobbiamo ricordare che ci sono anche pazienti che rispondono, ma forse non in modo ottimale, che hanno ancora attacchi molto gravi e che hanno ancora bisogno di prendere alcuni farmaci per l&#8217;acuto. Immaginate quindi di avere un&#8217;emicrania cronica e di avere 25 o 26 giorni al mese di emicrania, cioè di attacchi di emicrania, e di ridurla a 10-12 giorni. Avete ancora 10-12 giorni di emicrania al mese, giusto. E quindi siete rispondenti, siete felici, siete molto grati. Ma volete di più, giusto. Volete ridurre l&#8217;intensità degli attacchi rimasti, o volete ridurre la frequenza. Il punto è che c&#8217;è ancora un bisogno insoddisfatto di nuovi farmaci. E più farmaci abbiamo nel nostro armamentario, maggiori sono i vantaggi per i nostri pazienti. Ora, se i pazienti non rispondono, cosa fare? Il problema è che ora diremmo: «Non abbiamo più altri farmaci, hai ricevuto i più recenti, i migliori, e a quanto pare non stai rispondendo». Quindi cosa fare? Significa che c&#8217;è sempre un margine di miglioramento e che dobbiamo offrire altri farmaci. Ecco perché la ricerca scientifica è molto, molto importante in questo contesto. Facendo questo tipo di ricerca, stiamo cercando di rispondere a queste domande: quali sono le altre molecole coinvolte nel caso dell&#8217;emicrania? E abbiamo scoperto il ruolo del PACAP.</p></blockquote>



<h2 id="come-viene-somministrato-il-botulino">Il PACAP e altre forme di cefalea primaria</h2>



<p>Il PACAP potrebbe essere utile anche per trattare altri tipi di cefalea, come la <strong>cefalea a grappolo</strong>. Ad esempio, è stato osservato che l&#8217;infusione di PACAP può provocare attacchi di cefalea a grappolo durante i periodi attivi della malattia, ma non durante i periodi di remissione. Questo suggerisce un ruolo complesso e potenzialmente trattabile del PACAP in diverse condizioni di cefalea.</p>



<p></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color"><em>Come dico sempre, grazie alla ricerca lo scenario terapeutico per le persone che soffrono di emicrania negli ultimi anni è cambiato notevolmente ed è tuttora in evoluzione. Questo significa che abbiamo la possibilità sempre più concreta di gestire la malattia e tornare ad avere una qualità della vita ottimale, dove il dolore non controlla la nostra vita e la malattia non ci definisce come persone.</em></p>



<p>Se volete leggere (o ascoltare) l&#8217;intervista integrale al dottor Ashina, è disponibile sul sito di <a href="https://www.migrainedisorders.org/podcast/s6ep5-pacap-as-a-future-migraine-target/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Association of Migraine Disorders</a>.</p>



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		<title>A come ANTICORPO MONOCLONALE, detto anche (erroneamente) vaccino per l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2023 16:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorpo monoclonale anti-CGRP]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'anticorpo monoclonale anti-CGRP è la prima terapia specifica per l'emicrania. Come funziona, quali sono i vantaggi e gli effetti collaterali? Chi può accedere a questa terapia? Cliccate sull'immagine o sul titolo per leggere l'articolo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong> <strong>APRILE 2025</strong><br>La decisione di AIFA di <strong>semplificare l’accesso </strong>alle nuove terapie per l’emicrania, in particolare agli anticorpi monoclonali e ai gepanti, rappresenta un passo decisivo per migliorare la qualità di vita dei pazienti. <br><br>Nello specifico, dal 23 aprile 2025, sono entrate in vigore le seguenti modifiche ai registri di monitoraggio:<br>1) <strong>Passaggio tra anticorpi monoclonali</strong>: i pazienti potranno cambiare da un mAb anti-CGRP a un altro in caso di scarsa tollerabilità.<br>2) <strong>Associazione con tossina botulinica A</strong>: sarà possibile combinare il trattamento con mAb anti-CGRP e tossina botulinica A per una gestione più efficace dell’emicrania cronica.<br>3) <strong>Rivalutazioni più flessibili</strong>: l’obbligo di rivalutazione dopo 3 mesi viene eliminato, sostituito da rivalutazioni obbligatorie ogni 6 mesi.<br>4) <strong>Stop alla sospensione obbligatoria dopo 12 mesi</strong>: il trattamento non dovrà più essere interrotto automaticamente dopo un anno. Dopo 12 e 18 mesi, sarà inserita una domanda per valutare la possibilità di interrompere la terapia in base alla risposta del paziente.</p>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p>Amiche e amici è giunto il momento del primo post alla <em>Superquark</em>&#8230; quindi, sigla prego! <br>Ecco, in questo momento dovete immaginare che ci sia in sottofondo l&#8217;<em>Aria sulla IV corda</em> di Bach, altrimenti non c&#8217;è l&#8217;atmosfera giusta per leggere questo articolo. Bene, ora che abbiamo creato la giusta atmosfera, veniamo al dunque e possiamo iniziare a parlare di anticorpo monoclonale.<br><br>Ormai, quando io sento dire «<strong>anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania</strong>» reagisco esattamente come i cani di Pavlov; eppure fino a un anno fa non avevo la più pallida idea di cosa fosse. La prima volta che mi hanno nominato il &#8220;vaccino per l&#8217;emicrania&#8221; nei miei occhi si vedeva distintamente l&#8217;<em>horror vacui </em>(o se preferite la particella di sodio che chiede «C&#8217;è nessuno?») accompagnato da una luce di speranza. <br><br>Quando dico e scrivo ogni tre righe (diventando anche pallosa e ripetitiva, lo so) che <strong>uscire dal silenzio e confrontarsi per acquisire maggiore consapevolezza sulla propria malattia è fondamentale</strong>, lo dico perché l&#8217;ho provato sulla mia pelle. Io soffro di emicrania letteralmente da una vita, da quando ho 4 anni e ne ho quasi 38; ho fatto tante visite e svariate terapie di profilassi eppure non conoscevo <strong>la prima </strong>(e attualmente unica)<strong> cura selettiva e specifica per l&#8217;emicrania </strong>(questa la definizione che dà Piero Barbanti nel suo libro). <br><br>Meraviglioso direte voi&#8230; magari rispondo io, perché questa cura ha un piccolo difetto: <strong>la produzione di un anticorpo monoclonale è una procedura piuttosto complessa</strong> (che non provo nemmeno a spiegarvi perché i miei neuroni si sono disconnessi alla parola plasmacellule a pagina 144 del libro di Barbanti) e di conseguenza <strong>piuttosto costosa</strong>. <br><br>Allora, dato che molte persone che soffrono di emicrania ancora sanno poco o addirittura niente dell&#8217;<strong>anticorpo monoclonale anti-CGRP</strong>, proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza.</p>





<div style="height:36px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 id="emicrania-cgrp">Alla ricerca del vero colpevole dell&#8217;emicrania: il CGRP</h2>



<p>Quando le persone mi chiedevano «<strong>Perché ti viene mal di testa? Da cosa è causato?</strong>», la mia risposta fino a qualche tempo fa era sempre più o meno «Mi piacerebbe tanto saperlo». Ho passato anni alla <strong>ricerca di un colpevole</strong>, spesso urlando mentalmente (e non solo) contro <strong>i poveri trigger dell&#8217;emicrania</strong> (cibi, bevande, luci, odori, rumori, ormoni, stress, attività fisica) che in realtà <strong>non sono i veri responsabili</strong>, hanno solo la sfortuna di essere particolarmente antipatici al cervello emicranico. <br><br>Poi, finalmente, un giorno il vero colpevole l&#8217;ho trovato (cioè, l&#8217;ha scoperto Susan Amara nel 1982, io l&#8217;ho saputo molto dopo): il <strong>CGRP</strong> <strong>peptide correlato al gene della calcitonina</strong> che <strong>dilata i vasi sanguigni delle meningi </strong>e «trasforma le vie del dolore in autostrade del dolore» (adoro questa definizione di Barbanti). Nel cervello emicranico i livelli di CGRP sono già di norma piuttosto elevati e aumentano ulteriormente durante l’attacco. </p>



<h2 id="come-funziona-anticorpo">Come funziona l&#8217;anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania?</h2>



<p>Il colpevole è stato individuato per la prima volta nel 1982; allora perché ci sono voluti così tanti anni per trovare una soluzione per tenerlo a bada? Perché il <strong>CGRP</strong>, in realtà, oltre a essere il <strong>responsabile della dilatazione dei vasi sanguigni</strong>, gioca un ruolo <strong>fondamentale per olfatto, udito, movimento, sensibilità al dolore, comportamento, apprendimento e alimentazione</strong>.</p>



<p><strong>Bloccarlo senza creare danni alle altre funzioni dell&#8217;organismo regolate dal CGRP </strong>è stata un&#8217;impresa ardua resa possibile proprio dall&#8217;anticorpo monoclonale che, come spiega Barbanti, «come un cecchino, <strong>cerca e colpisce selettivamente il CGRP (o il suo recettore) dandogli da uno a tre mesi di squalifica a seconda del tipo di anticorpo usato</strong>».</p>



<p>Per chiarire ulteriormente il suo funzionamento è bene sottolineare un concetto fondamentale: l&#8217;anticorpo migliora l&#8217;emicrania riducendo la frequenza e l&#8217;intensità degli attacchi, ma <strong>non rimuove i trigger</strong>.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/02/anticorpo-monoclonale-emicrania-repubblica.png?resize=700%2C500&#038;ssl=1" alt="Infografica anticorpo monoclonale emicrania" class="wp-image-467" width="700" height="500" srcset="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/02/anticorpo-monoclonale-emicrania-repubblica.png?w=700&amp;ssl=1 700w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/02/anticorpo-monoclonale-emicrania-repubblica.png?resize=300%2C214&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" data-recalc-dims="1" /><figcaption>Infografica tratta dall&#8217;articolo &#8220;Emicrania, come tentare di metterla ko&#8221; | www.repubblica.it</figcaption></figure></div>



<h2>Quali sono le differenze tra gli anticorpi monoclonali in commercio?</h2>



<p><strong>Aimovig (Erenumab)</strong> è stato il primo anticorpo a fare il suo ingresso in scena ed è l’unico che prende di mira il recettore CGRP impedendo al CGRP di legarsi a esso e attivare l’emicrania. Viene somministrato con un autoiniettore sottocutaneo da 70 mg o 140 mg.</p>



<p><strong>Ajovy (Fremanezumab) </strong>è stato il secondo anticorpo a essere prodotto e prende di mira direttamente il CGRP interferendo con la sua capacità di legarsi al recettore. Viene somministrato con una siringa da 225 mg.</p>



<p><strong>Emgality (Galcanezumab)</strong> è stato il terzo anticorpo prodotto e, come Ajovy, attacca direttamente il CGRP. Viene somministrato con un autoiniettore sottocutaneo di 120 mg ed è l’unico che prevede una prima dose doppia definita di carico, da 240 mg, affinché si possa ottenere fin da subito un rapido livello di concentrazione del farmaco. Emgality è anche l’unico anticorpo monoclonale che solo negli USA viene utilizzato per la prevenzione della cefalea a grappolo episodica.</p>



<p><strong>Vyepti</strong> <strong>(Eptinezumab) </strong>è il quarto anticorpo monoclonale anti-CGRP oggi disponibile sul mercato italiano e viene somministrato per infusione (flebo di 30 minuti, via endovena) una volta ogni 12 settimane. La dose raccomandata è di 100 mg e può essere aumentata a 300 mg, a seconda della risposta del paziente.</p>



<p></p>



<h2 id="vantaggi-effetti-collaterali-anticorpo">Quali sono i vantaggi e gli effetti collaterali dell&#8217;anticorpo monoclonale?</h2>



<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column">
<h3><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vantaggi </h3>



<p>Essendo una cura specifica per l&#8217;emicrania, è generalmente <strong>più efficace degli altri farmaci </strong>utilizzati per la profilassi preventiva che vengono presi in prestito da altre patologie (betabloccanti, antiepilettici, antidepressivi e calcioantagonisti).<br><br>Si è dimostrato <strong>efficace sia per l&#8217;emicrania episodica</strong> (fino a 14 giorni al mese), <strong>sia per l&#8217;emicrania cronica</strong> (almeno 15 giorni al mese da almeno 3 mesi consecutivi).<br><br>Viene <strong>somministrato per via sottocutanea </strong>ogni 28 giorni oppure ogni 30 giorni (dipende dal tipo di anticorpo utilizzato tra quelli attualmente disponibili in Italia: Erenumab &#8211; Aimovig, Galcanezumab &#8211; Emgality e Fremanezumab &#8211; Ajovy).</p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<h3><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26d4.png" alt="⛔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Effetti collaterali</h3>



<p>L&#8217;anticorpo monoclonale anti-CGRP si è dimostrato altamente tollerato; infatti gli <strong>effetti collaterali</strong> rilevati durante le fasi di sperimentazione sono: comparsa di <strong>dolore</strong> (a volte accompagnato da <strong>prurito</strong> e <strong>rossore</strong>) nel punto in cui è stata fatta l&#8217;iniezione e, in alcuni casi, <strong>stitichezza</strong>.</p>



<p>Per avere maggiori dettagli sugli eventuali effetti collaterali di ciascun anticorpo monoclonale è possibile consultare la <strong>documentazione presente sul sito di <a href="https://www.ema.europa.eu/en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EMA (European Medicines Agency)</a></strong> oppure potete leggere l&#8217;<strong>articolo <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/effetti-collaterali-anticorpo-monoclonale-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>E come effetti collaterali dell&#8217;anticorpo monoclonale</em> </a></strong>dove ho raccolto le <strong>segnalazioni </strong>in merito agli effetti indesiderati <strong>fatte da pazienti su diversi gruppi di discussione</strong>.</p>
</div>
</div>



<h2 id="accesso-terapia-anticorpo">Chi può accedere alla terapia con l&#8217;anticorpo monoclonale anti-CGRP usufruendo della rimborsabilità del farmaco?</h2>



<p>Amiche e amici, armatevi di pazienza perché, essendo un farmaco molto costoso per via del processo piuttosto complesso necessario per la sua produzione, i <strong>requisiti richiesti dall&#8217;AIFA</strong> (Agenzia Italiana del Farmaco) <strong>per la rimborsabilità</strong> sono i seguenti:</p>



<ol><li>Frequenza dell&#8217;emicrania (con o senza aura) di almeno 8 giorni al mese</li><li>Inefficacia o non tollerabilità di almeno tre delle terapie di prevenzione dell&#8217;emicrania che prevedono l&#8217;uso di betabloccanti, antiepilettici, antidepressivi triciclici e tossina botulinica di tipo A</li><li>Punteggio di disabilità pari almeno a 11 sulla scala MIDAS (Migraine Disability Assessment Score Questionnaire)</li></ol>



<p></p>



<h2 id="durata-terapia-anticorpo">Quanto dura la terapia per l&#8217;emicrania con l&#8217;anticorpo monoclonale?</h2>



<p>Attualmente l&#8217;AIFA prevede che l&#8217;anticorpo venga <strong>somministrato per 12 mesi e poi sospeso</strong>. <br>Fino a maggio 2021 il periodo di sospensione previsto era di tre mesi, ma di recente AIFA ha comunicato al presidente della SIN (Società italiana di Neurologia) che è possibile prevedere<strong> la ripresa del trattamento </strong>nel momento in cui <strong>a partire dal primo mese di sospensione </strong>si dovessero ripresentare <strong>almeno 8 episodi di emicrania con punteggio MIDAS pari o superiore a 11</strong>.</p>



<p>Ecco un estratto del comunicato ufficiale di AIFA «<strong>Modifica Registri Aimovig, Ajovy ed Emgality (emicrania)»</strong> che potete trovare nella sua versione integrale sulla <a href="https://www.aifa.gov.it/-/modifica-registri-aimovig-ajovy-ed-emgality-emicrania-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sezione news del sito</a>:<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><em>I Registri consentiranno la ripresa del trattamento al momento in cui (a partire dal primo mese di sospensione) si dovessero ripresentare almeno 8 episodi di emicrania con punteggio MIDAS ≥ 11. Si specifica che tali modifiche riguardano sia i nuovi trattamenti che quelli già avviati in precedenza.</em></p></blockquote>



<h2 id="prescrizione-terapia-anticorpo">Chi può prescrivere l&#8217;anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania?</h2>



<p>Per ogni regione sono stati individuati dei <strong>centri specializzati autorizzati</strong> alla somministrazione di questa tipologia di terapia. <strong>Sul sito di AI.Ce.</strong> (<a href="https://www.cefalea.it/sezione-blog/anticorpi-nmonoclonali-cefalea.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sezione blog</strong></a>) potete trovare un <strong>elenco costantemente aggiornato</strong> dei centri autorizzati.</p>



<p></p>



<h2 id="abuso-farmaci-anticorpo">L&#8217;abuso di farmaci (triptani o FANS) può influire negativamente sull&#8217;efficacia dell&#8217;anticorpo monoclonale?</h2>



<p>Secondo l&#8217;opinione di alcuni neurologi, sì è possibile che in presenza di <strong><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/cefalea-cronica-da-rimbalzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cefalee cronicizzate dall&#8217;abuso di farmaci</a></strong> la terapia con l&#8217;anticorpo monoclonale possa risultare <strong>meno efficace</strong>: per questo motivo i dottori consigliano di <strong>iniziare questo tipo di terapia dopo aver fatto la <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-disintossicazione-da-triptani-e-fans/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disintossicazione</a></strong>.</p>



<p></p>



<h2 id="efficacia-anticorpo">Perché l&#8217;anticorpo monoclonale per alcune persone è efficace fin dalla prima iniezione e per altre impiega più tempo?</h2>



<p>Ognuno di noi reagisce diversamente alle terapie e, anche nel caso dell’anticorpo monoclonale, <strong>per alcune persone è necessario più tempo per raggiungere la concentrazione plasmatica idonea</strong> affinché il farmaco venga trasferito in tutti i compartimenti del nostro organismo, fino a raggiungere il sito bersaglio.</p>



<p></p>



<h2>L&#8217;anticorpo monoclonale può risultare inefficace o causare un peggioramento dell&#8217;emicrania?</h2>



<p>Partiamo da un presupposto fondamentale: <strong>ogni persona reagisce ai farmaci in modo diverso</strong> e, anche durante la fase di sperimentazione, alcuni/e pazienti hanno osservato un peggioramento dell’emicrania pur assumendo il farmaco. Le motivazioni del peggioramento potrebbero essere le seguenti:</p>



<ol type="1"><li>gli anticorpi, anche se sono stati concepiti per non farlo, potrebbero <strong>innescare una reazione immunitaria </strong>che causa un’infiammazione e un conseguente un peggioramento della cefalea;<br></li><li>gli anticorpi eliminano il dolore causato dall’emicrania e <strong>portano alla luce altre tipologie di cefalee</strong> (ad esempio miofasciali, cervicogeniche o tensive croniche) che non rispondono ai farmaci sintomatici tipicamente utilizzati per l’emicrania.</li></ol>



<p></p>



<h2 id="anticorpo-gravidanza-allattamento">Si può fare l&#8217;anticorpo monoclonale in gravidanza o durante l&#8217;allattamento?</h2>



<p>Riporto quanto è scritto sul foglietto illustrativo:</p>



<ol><li>Se si è in età fertile, è consigliato <strong>evitare di rimanere incinta durante il trattamento</strong>;</li><li>Se <strong>la gravidanza è in corso</strong>, è preferibile <strong>evitare l&#8217;uso dell&#8217;anticorpo</strong> perché non ci sono dati sufficienti in merito agli eventuali effetti sul feto;</li><li>Se si sta <strong>allattando</strong>, bisogna <strong>consultare il proprio medico</strong> per decidere se assumere o meno la terapia durante l&#8217;allattamento.</li></ol>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Bene amiche e amici, il mio primo post alla <em>Superquark </em>è finito e, ironia a parte, spero sia servito a rispondere a eventuali dubbi e domande sulla terapia con l&#8217;anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania.<br><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  Chi di voi sta sperimentando l&#8217;anticorpo monoclonale anti-CGRP come terapia preventiva? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti o sulla pagina<a href="https://www.instagram.com/leparoledellemicrania_official/"> Instagram</a> e <a href="https://www.facebook.com/leparoledellemicrania" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook </a>del blog. </p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  Se, invece, volete sapere come sta andando il <strong>mio percorso di terapia con Emgality</strong> potete leggere l&#8217;articolo (che terrò costantemente aggiornato) <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/diario-anticorpo-monoclonale-emgality/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il mio diario dell&#8217;anticorpo monoclonale</a></em>.</p>



<p></p>



<p style="font-size:18px"><strong>Gli altri articoli del blog che potrebbero interessarvi&#8230;</strong></p>





<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/">A come ANTICORPO MONOCLONALE, detto anche (erroneamente) vaccino per l&#8217;emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
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		<title>E come EFFETTI COLLATERALI dell&#8217;anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/effetti-collaterali-anticorpo-monoclonale-emicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jun 2023 08:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorpo monoclonale anti-CGRP]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.leparoledellemicrania.it/?p=927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche se l'anticorpo monoclonale per l'emicrania è una terapia solitamente ben tollerata, in alcuni casi si manifestano effetti collaterali che ho sintetizzato in questo post. Cliccate sul titolo o sull'immagine per leggere l'articolo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/effetti-collaterali-anticorpo-monoclonale-emicrania/">E come EFFETTI COLLATERALI dell&#8217;anticorpo monoclonale per l&#8217;emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anticorpo monoclonale anti-CGRP</a> </strong>rappresenta per le persone che soffrono di emicrania la possibilità di accedere a una <strong>terapia di profilassi studiata <em>ad hoc </em>per questa patologia</strong> e che, secondo gli studi condotti, nella maggioranza dei casi è risultata<strong> ben tollerata</strong> per quanto riguarda gli effetti indesiderati.<br><br>Il 25 marzo 2021 ho fatto la <strong>mia prima iniezione di Emgality </strong>e, come vi ho raccontato in questi <a href="https://www.facebook.com/watch/100797198765923/790208571597273/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video sulla mia pagina Facebook</a>, ho avuto già alcuni <strong>benefici evidenti in termini di riduzione del numero di giorni di emicrania</strong> al mese e al momento <strong>si sono presentati effetti collaterali</strong> <strong>minimi</strong>.<br><br>Ultimamente, però, sia nei commenti sulle mie pagine social, sia nei gruppi di discussione che frequento (tra cui il gruppo gestito da Migraine Meanderings), mi capita di leggere<strong> testimonianze di persone </strong>che hanno dovuto<strong> interrompere la somministrazione </strong>dell&#8217;anticorpo monoclonale<strong> per alcuni effetti collaterali non tollerati</strong>; dato che il blog è nato con l&#8217;intento di condividere informazioni utili su questa patologia, sono entrata nella modalità <em>post alla Superquark</em> e ho deciso di <strong>raccogliere le informazioni relative agli effetti indesiderati segnalati </strong>in questo articolo.</p>



<p></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color">Ci tengo, però, a fare una premessa fondamentale:</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color">1) l&#8217;anticorpo monoclonale è un <strong>farmaco tendenzialmente sicuro e ben tollerato</strong>; il profilo di sicurezza di un farmaco viene attentamente valutato durante tutte le fasi di sviluppo del farmaco stesso e, tra i tanti elementi di cui si tiene conto in questa valutazione, hanno grande importanza eventuali effetti sul fegato e sui reni (organi che hanno un ruolo fondamentale nel nostro organismo). Gli anticorpi monoclonali hanno un profilo di sicurezza elevato, migliore di altri farmaci che vengono utilizzati per la profilassi dell&#8217;emicrania dove esiste un rischio maggiore di sperimentare effetti indesiderati.<br><br>2) le <strong>reazioni alle terapie farmacologiche sono estremamente soggettive</strong> e variano da persona a persona (si parla appunto di <strong>variabilità della risposta</strong> al farmaco); non è detto, quindi, che si manifestino gli effetti collaterali segnalati da altre persone che stanno utilizzando l&#8217;anticorpo monoclonale come terapia di profilassi;<br><br>3) se alcuni effetti collaterali non sono ancora segnalati nei foglietti illustrativi, non è per una dimenticanza delle aziende farmaceutiche; una volta conclusa la fase di sperimentazione sul campione selezionato (e limitato) di pazienti, quando il farmaco viene messo in commercio si entra nella fase di <strong>farmacovigilanza</strong> dove i suoi effetti vengono monitorati dato che &#8220;fa i conti&#8221; con l&#8217;<strong>eterogeneità non controllata della popolazione</strong>. Individui che, ad esempio, possono avere altre patologie e assumere altri farmaci che, inevitabilmente, potranno reagire in modo diverso rispetto alle persone che hanno partecipato alla fase sperimentale.<br><br>4) nel momento in cui si nota un qualsiasi eventuale effetto indesiderato, è fondamentale <strong>parlarne immediatamente con il proprio neurologo </strong>per indagare <strong>se esiste effettivamente una correlazione </strong>tra la terapia e gli effetti collaterali segnalati e, nel caso, intervenire nel modo adeguato.<br><br>5) sarebbe molto importante avere i dati relativi al <strong>numero di persone (e quindi la percentuale) che sperimenta determinati effetti collaterali</strong> tra quelli che vengono citati dai pazienti in questi gruppi di discussione: è, infatti, fondamentale distinguere tra <strong>effetti collaterali comuni, rari e molto rari</strong>. Purtroppo questi dati non sono disponibili in forma aggregata in nessun report ufficiale, quindi a maggior ragione chiedo di <strong>essere cauti/e e di non farsi prendere dal panico nel leggere quanto segue</strong>.</p>



<p></p>



<h2>Emgality</h2>



<h3>Effetti collaterali segnalati da Eli Lilly durante gli studi clinici</h3>



<ol><li>Reazione nel sito di iniezione (dolore, prurito, eritema)</li><li>Pressione sanguigna bassa che può causare giramenti di testa o sensazione di testa leggera</li><li>Vertigini</li><li>Stipsi</li><li>Reazioni allergiche o ipersensibilità che si possono manifestare entro un&#8217;ora o entro un mese dalla somministrazione: eruzione cutanea, dispnea, orticaria, prurito, rigonfiamento viso, bocca, lingua e/o gola</li></ol>



<h3>Effetti collaterali segnalati dalle/dai pazienti</h3>



<ol><li>Fatica</li><li>Costipazione</li><li>Vertigini</li><li>Problemi gastrointestinali, nausea, vomito</li><li>Crampi e spasmi muscolari</li><li>Sintomi simili all&#8217;influenza</li><li>Orticaria, prurito e altre reazioni allergiche</li><li>Reazioni nel sito di iniezione</li><li>Disturbi dell&#8217;umore e del sonno</li><li>Artralgia</li><li>Nuovi o peggiori mal di testa</li><li>Congestione nasale</li><li>Cambi a livello ormonale</li><li>Farmaci sintomatici meno efficaci</li><li>Perdita di capelli</li><li>Aumento di peso</li><li>Palpitazioni</li></ol>



<h2>Ajovy</h2>



<h3>Effetti collaterali segnalati da Teva durante gli studi clinici</h3>



<ol id="block-31a31d71-34ec-4e6c-b607-6781a857757b"><li>Reazione nel sito di iniezione (dolore, prurito, eritema)</li><li>Reazioni allergiche o ipersensibilità che si possono manifestare entro un&#8217;ora o entro un mese dalla somministrazione: eruzione cutanea, dispnea, orticaria, prurito, rigonfiamento viso, bocca, lingua e/o gola</li></ol>



<h3>Effetti collaterali segnalati dalle/dai pazienti</h3>



<ol><li>Fatica</li><li>Costipazione</li><li>Vertigini</li><li>Problemi gastrointestinali, nausea, vomito</li><li>Crampi e spasmi muscolari</li><li>Sintomi simili all&#8217;influenza</li><li>Orticaria, prurito e altre reazioni allergiche</li><li>Reazioni nel sito di iniezione</li><li>Disturbi dell&#8217;umore e del sonno</li><li>Artralgia</li><li>Nuovi o peggiori mal di testa</li><li>Congestione nasale</li><li>Cambi a livello ormonale</li><li>Infezioni respiratorie</li><li>Farmaci sintomatici meno efficaci</li><li>Perdita di capelli</li><li>Aumento di peso</li></ol>



<h2>Aimovig</h2>



<h3>Effetti collaterali segnalati da Amgen durante gli studi clinici</h3>



<ol><li>Reazione nel sito di iniezione (dolore, indurimento, eritema)</li><li>Costipazione</li><li>Crampi e spasmi muscolari</li><li>Prurito</li></ol>



<h3>Effetti collaterali segnalati dalle/dai pazienti</h3>



<ol><li>Fatica</li><li>Costipazione e problemi gastrointestinali</li><li>Vertigini</li><li>Disturbi del sonno</li><li>Crampi e spasmi muscolari</li><li>Sintomi simili all&#8217;influenza</li><li>Nuovi o peggiori mal di testa</li><li>Dolori/infiammazione alle articolazioni</li><li>Dolori addominali</li><li>Perdita di capelli</li><li>Cambi a livello ormonale</li><li>Farmaci sintomatici meno efficaci</li><li>Disturbi dell&#8217;umore</li><li>Sintomi del tratto respiratorio superiore</li><li>Orticaria, prurito e altre reazioni allergiche</li><li>Dolori al petto</li><li>Ipertensione o ipotensione</li><li>Aumento di peso</li></ol>



<h2>Vyepti</h2>



<h3>Effetti collaterali segnalati da Lundbeck durante gli studi clinici</h3>



<ol><li>Naso chiuso </li><li>Mal di gola </li><li>Stanchezza</li></ol>



<p>Reazioni allergiche che possono manifestarsi rapidamente durante l&#8217;infusione:</p>



<ol><li>respirazione difficoltosa</li><li>polso accelerato o debole</li><li>calo improvviso della pressione sanguigna che fa sentire in preda a capogiro o stordito </li><li>gonfiore di labbra o lingua </li><li>sensazione di forte prurito cutaneo</li><li>eruzione cutanea</li></ol>



<p>Le reazioni allergiche gravi sono rare.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#b8aab6">Se anche voi state facendo la terapia di profilassi con gli anticorpi (Emgality, Ajovy o Aimovig) e <strong>avete notato degli effetti collaterali particolari</strong> inviatemi un messaggio via mail, commentate il post oppure scrivetemi su Facebook/Instagram.<br><br>Vi ricordo che potete <strong>segnalare qualsiasi effetto indesiderato</strong>, compresi quelli non elencati nel foglietto illustrativo dei farmaci, sul <strong>sito dell&#8217;AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)</strong> a questo link <a href="https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>AIFA | segnalazioni reazioni avverse</strong></a></p>



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		<title>D come DITANI per l&#8217;emicrania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 16:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivati in Italia nel 2023, i ditani sono un nuovo farmaco per la terapia acuta dell'attacco di emicrania. Cliccate sul titolo o sull'immagine per leggere l'articolo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giuro, non lo faccio apposta ultimamente a scegliere sempre parole che iniziano con la lettera D. Si vede che questa lettera ha qualcosa di importante da raccontarci e per questo alza la mano così spesso per far sentire la sua voce in questo grande alfabeto del mal di testa. Quindi, visto che è una lettera così loquace, vediamo cosa vuole dirci oggi sui <strong>farmaci per la terapia acuta dell&#8217;attacco di emicrania</strong>.</p>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Ditani: cosa sono?</h2>



<p>Noterete subito una certa assonanza con triptani e non è casuale.<br>I <strong>ditani</strong>, infatti, sono un&#8217;altra categoria di farmaco utilizzata per la terapia acuta del dolore provocato dall&#8217;attacco di emicrania che <strong>agisce sui recettori della serotonina</strong> in modo ancora più selettivo e specifico rispetto ai triptani.</p>



<p></p>



<h2>Qual è la differenza tra ditani e triptani?</h2>



<p>Non voglio addentrarmi in dettagli troppo tecnici perché non sono un medico e rischierei di dare informazioni superficiali, però posso <strong>sintetizzare la differenza</strong> in questo modo:</p>



<ul><li>i <strong>triptani</strong> (come ho spiegato nell&#8217;articolo <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/t-come-triptani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">T come triptani per l&#8217;emicrania</a></em>) sono <strong>controindicati </strong>per le persone che soffrono di emicrania ma hanno anche <strong>malattie cardiovascolari</strong>;</li><li>i <strong>ditani</strong>, invece, possono essere <strong>utilizzati anche</strong> <strong>della persone</strong> che soffrono di emicrania e <strong>hanno malattie cardiovascolari</strong>; dagli studi condotti sembra che il Reyvow &#8211; Lasmiditan (questo il nome del farmaco) riesca <strong>anche a contrastare la fotofobia </strong>e non induca la sensazione di costrizione toracica tipicamente causata dai cugini triptani.</li></ul>



<p></p>



<h2>Quali sono gli effetti collaterali dei ditani?</h2>



<p>Durante la fase di sperimentazione si sono manifestati alcuni <strong>effetti collaterali di lieve entità</strong>: sensazione di sbandamento, formicolio, affaticamento e sonnolenza.</p>



<h2>I ditani sono già in commercio in Italia?</h2>



<p>I ditani sono stati attualmente inseriti nei farmaci di classe C (nn). Si tratta di farmaci già approvati dall&#8217;EMA (Agenzia europea per i medicinali), ma non ancora negoziati da AIFA ai fini della rimborsabilità del Servizio Sanitario Nazionale. </p>



<p></p>



<p>La ricerca medico-scientifica non si ferma mai e all&#8217;orizzonte ci sono sempre più possibilità di trovare terapie efficaci che permettano alle persone che soffrono di emicrania di vivere meglio.</p>



<p></p>



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		<title>B come BOTULINO per l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/b-come-botulino-per-lemicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2022 18:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché si usa il botulino come terapia per l'emicrania cronica? Qual è il meccanismo di azione e quali sono gli effetti collaterali? Dopo quanto tempo si notano i primi risultati?<br />
Per avere le risposte a tutte queste domande, leggete l'articolo cliccando sul titolo o sull'immagine.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi mentre scrivevo il titolo dell’articolo, mi sono accorta che è la prima volta che fa la sua comparsa la lettera B… sì, lo so, sono mie personali elucubrazioni mentali sull’idea da cui è nato il blog, l’idea di <strong>un alfabeto che potesse raccontare tutte le sfaccettature di questa malattia</strong>. Portate pazienza, ogni tanto amo condividere con voi anche questi piccoli retroscena <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p>Ma ora veniamo al dunque.<br>Due settimane fa, quando ho pubblicato sul blog la sezione <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/le-vostre-domande-su-emicrania-e-cefalea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le vostre domande su emicrania e cefalea</a></em>, Federico (che ha condiviso la sua storia nella sezione <em><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/migraine-warrior-federico-emicrania-con-aura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Migraine Warrior</a></em>) mi ha chiesto se potevo scrivere un articolo sulla <strong>tossina botulinica</strong>, <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/curare-l-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terapia di profilassi </a>per l’emicrania cronica… ed eccolo qui!</p>





<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 id="che-cos-e-la-tossina-botulinica-a">Che cos’è la tossina botulinica A?</h2>



<p><em>OnabotulinumtoxinA</em> (meglio noto come Botox o BoNT-A) è una <strong>neurotossina</strong>, ossia un veleno (sì, avete letto bene) che agisce sul <strong>sistema nervoso</strong>. Gli anglosassoni la chiamano “veleno della salsiccia” perché è stata scoperta come contaminante di alimenti insaccati, fermentati e inscatolati, mal conservati.<br><br>Questa neurotossina, dopo essere stata adeguatamente <strong>preparata in modo che non risulti tossica per il nostro organismo</strong>, è in grado di <strong>bloccare temporaneamente le contrazioni del muscolo </strong>in cui viene iniettata.</p>



<h2 id="perche-viene-utilizzata-come-terapia-per-l-emicrania-cronica">Perché viene utilizzata come terapia per l’emicrania cronica?</h2>



<p>La sua efficacia nel <strong>ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania</strong> è stata scoperta per puro caso, come spiega Barbanti: nel 1998, il chirurgo plastico William J. Binder notò che alcune delle sue pazienti emicraniche riferivano di aver notato un miglioramento della cefalea dopo la somministrazione della tossina botulinica sulla fronte e sulle tempie.</p>



<p>Dopo qualche anno, fu lo studio PREEMPT (che analizzò i dati di un campione composto da 1400 pazienti affetti/e da emicrania cronica) a confermare l’efficacia del botulino nel <strong>trattamento dell’emicrania cronica</strong> (15 o più giorni di mal di testa al mese).</p>



<p>E quindi, qual è il suo <strong>meccanismo di azione</strong>?</p>



<p>L’ipotesi più accreditata è che la tossina botulinica <strong>impedisce al trigemino di liberare i neuropeptidi e i neurotrasmettitori responsabili della dilatazione e della conseguente infiammazione dei vasi intracranici</strong> (CGRP, sostanza P e glutammato) bloccando la trasmissione degli impulsi dolorosi verso il cervello.</p>



<h2 id="come-viene-somministrato-il-botulino">Come viene somministrato il botulino?</h2>



<p>La tossina botulinica viene iniettata <strong>ogni tre mesi in 31 punti localizzati in sette muscoli della testa e del collo</strong> (frontale, procero, corrugatore, temporale, occipitale, paraspinale cervicale e trapezio). A discrezione dello specialista, possono essere iniettate ulteriori unità di botulino seguendo le aree di maggiore dolore segnalate dal/dalla paziente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="Le sedi in cui vengono effettuate le iniezioni di tossina botulinica per la profilassi dell'emicrania cronica." class="wp-image-1229" srcset="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/05/tossina-botulinica-emicrania-sedi-iniezioni.png?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<h2 id="dopo-quanto-tempo-si-vedono-i-primi-risultati">Dopo quanto tempo si vedono i primi risultati?</h2>



<p>Non c’è una risposta univoca a questa domanda.<br>Alcune persone rispondono rapidamente, per altre sono necessari anche 9-12 mesi prima di notare un netto miglioramento.<br>Solitamente, il <strong>primo effetto positivo </strong>che viene rilevato è la <strong>riduzione dell’intensità del dolore</strong> durante gli attacchi e una <strong>maggiore efficacia dei farmaci sintomatici</strong>.</p>



<h2 id="quali-sono-gli-effetti-collaterali-del-botulino">Quali sono gli effetti collaterali del botulino?</h2>



<p>Durante lo studio PREEMPT, gli effetti collaterali rilevati più frequentemente sono stati:</p>



<ol type="1"><li>dolore al collo</li><li>debolezza muscolare</li><li>ptosi palpebrale (ossia un abbassamento della palpebra)</li><li>dolore nella sede di iniezione</li><li>peggioramento della cefalea</li><li>mialgia (dolori muscolari)</li><li>dolore muscolo-scheletrico</li></ol>



<p>Il <strong>dolore al collo</strong> è l’effetto collaterale più comune segnalato dai/dalle pazienti nelle settimane successive alla somministrazione, un effetto indesiderato causato dagli <strong>altri muscoli che cercano a tutti gli effetti di compensare</strong> per quelli che sono stati bloccati dall’iniezione.</p>



<p>La tossina botulinica <strong>non è consigliata a persone che hanno disordini neuromuscolari o condizioni preesistenti come difficoltà respiratorie o grave miastenia</strong>; inoltre, non è una terapia che può essere somministrata a <strong>donne incinte</strong> o che stanno <strong>cercando una gravidanza</strong>.</p>



<h2 id="se-sto-facendo-profilassi-con-la-tossina-botulinica-posso-assumere-altri-medicinali-per-l-emicrania">Se sto facendo profilassi con la tossina botulinica, posso assumere altri medicinali per l’emicrania?</h2>



<p>In linea generale, sì. L’importante, come sempre, è evitare il fai da te e a<strong>ssumere qualsiasi medicinale soltanto dopo aver consultato lo/la specialista </strong>che ci segue. <br><br>Si possono continuare ad assumere i <strong>farmaci sintomatici </strong>per la gestione delle singole crisi e ci sono casi in cui il protocollo terapeutico preveda anche la <strong>combinazione del botulino con altre terapie di profilassi</strong>.</p>



<div style="height:45px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>State facendo la terapia di profilassi con la tossina botulinica e volete condividere la vostra esperienza sul percorso terapeutico? scrivetemi (<a href="mailto:leparoledellemicrania@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leparoledellemicrania@gmail.com</a>) oppure commentate il post.</p>



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		<title>V come VACCINO per il COVID ed emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/vaccino-covid-emicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 16:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vaccino COVID-19 può causare un peggioramento dell'emicrania? Quali medicinali assumere in caso di mal di testa post vaccino? Cliccate sull'immagine o sul titolo per leggere l'articolo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/vaccino-covid-emicrania/">V come VACCINO per il COVID ed emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un post sul Covid nel mio piano editoriale del blog non era stato previsto finora. <br>Ormai da un anno ne sentiamo parlare ogni giorno e non volevo focalizzarmi ulteriormente sulla pandemia.<br><br>Ieri mattina, però, <strong>nel gruppo che ho creato su Telegram</strong> (se vuoi saperne di più o unirti al gruppo, scrivimi) <strong>abbiamo parlato del vaccino per il COVID </strong>e di come, in alcuni casi, dopo la somministrazione possa <strong>peggiorare il numero di attacchi di emicrania/cefalea</strong>.</p>



<p>Così ho fatto qualche ricerca e ho trovato un <strong>interessante articolo </strong>sul sito <strong><a href="https://www.everydayhealth.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">everydayhealth</a></strong> in cui la dottoressa <strong>Lauren Doyle Strauss </strong>(neurologa specializzata nel trattamento dell&#8217;emicrania cronica) e il dottor <strong>Emad Estemalik</strong> (specialista nel trattamento delle cefalee) danno alcune <strong>indicazioni utili per chi soffre di emicrania/cefalea</strong> e chiariscono alcuni dubbi relativi alle terapie dell&#8217;attacco e di profilassi preventiva.</p>



<p class="has-black-color has-text-color">Ho pensato potesse essere utile tradurlo e sintetizzarlo così che da avere le informazioni per vaccinarsi in tranquillità e con la consapevolezza necessaria per gestire eventuali effetti collaterali legati al mal di testa. </p>



<hr class="wp-block-separator is-style-default"/>



<p>Da quando ho scritto questo è articolo è praticamente trascorso un anno (era il 27 febbraio 2021); un anno in cui è stata somministrata alla popolazione la prima dose di vaccino, poi la seconda e ci apprestiamo ormai a fare la terza (la mia terza dose mi aspetta il 5 gennaio 2022).</p>



<p>In questo anno, ho letto varie <strong>testimonianze di persone cefalalgiche che hanno visto la loro emicrania peggiorare</strong> dopo la somministrazione del vaccino (alcune per giorni, altre per settimane, altre ancora per mesi), segnalazioni che sono arrivate anche alle équipe mediche dei centri cefalee italiani. </p>



<p>Sempre con l&#8217;obiettivo di fornire il maggior numero di informazioni sul vaccino COVID a chi soffre di emicrania, ho aggiornato l&#8217;articolo aggiungendo <strong>un paragrafo sui risultati dell&#8217;indagine </strong>condotta dal centro cefalee dell&#8217;<strong>Università della Campania Luigi Vanvitelli </strong>proprio sul tema del <strong>peggioramento della cefalea post vaccino</strong>.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color"><br><strong>Vi ricordo che questo articolo ha uno scopo puramente informativo.<br>Le uniche indicazioni fondamentali da seguire sono quelle del vostro medico.<br>Buona lettura.</strong></p>





<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Mal di testa e vaccino per il COVID: effetto collaterale transitorio</h2>



<p>Sicuramente per chi soffre di emicrania/cefalea l&#8217;idea che si aggiunga un altro <strong>mal di testa come effetto collaterale del vaccino</strong> non è proprio entusiasmante. Purtroppo sappiamo che il <strong>cervello emicranico ha un estremo bisogno di stabilità</strong> e qualsiasi fattore che può destabilizzarlo (come, ad esempio, la somministrazione di un vaccino) è un potenziale trigger.</p>



<p>&nbsp;<strong>Il vaccino per il COVID, quindi, non è deleterio per chi soffre di cefalea</strong> perché non modifica la storia del mal di testa: può indurre un attacco in più, come farebbe una qualsiasi infezione o un qualsiasi cambiamento climatico.<br><br>La dottoressa Strauss e il dottor Estemalik raccomandano di:<br>&#8211; <strong>non saltare o ritardare</strong> la somministrazione della <strong>seconda dose di vaccino</strong>;<br>&#8211; <strong>non assumere antinfiammatori o altri farmaci</strong> utilizzati per la terapia dell&#8217;attacco dell&#8217;emicrania/cefalea <strong>prima del vaccino</strong> con l&#8217;obiettivo di prevenire la comparsa di ulteriori mal di testa;<br>&#8211; bere per <strong>idratarsi il più possibile</strong> prima di fare il vaccino.</p>



<p>Armiamoci quindi di pazienza: <strong>l&#8217;eventuale comparsa di attacchi ulteriori di emicrania/cefalea è un effetto transitorio</strong>; se ne farebbe volentieri a meno, lo so, ma meglio un mal di testa in più che il COVID, questa è la mia personale opinione. Non so voi, ma io preferisco un attacco di emicrania in più piuttosto che entrare a far parte della categoria di <strong>persone che, dopo aver contratto il virus, hanno sviluppato anche una NDPH (New Daily Persistent Headache)</strong>, ovvero una cefalea perpetua e incessante.</p>



<h2>Emicrania e cefalea dopo il vaccino per il COVID: come trattarla</h2>



<p>La dottoressa Strauss e il dottor Estemalik affermano che<strong> i mal di testa post vaccino non devono essere trattati in modo differente rispetto agli altri</strong>. Quindi, se dopo il vaccino arriva un attacco di emicrania/cefalea, <strong>possiamo bloccare il dolore utilizzando i medicinali che assumiamo solitamente per la terapia dell&#8217;attacco</strong>.</p>



<h2>Profilassi preventiva: il vaccino per il COVID non ha interazioni con la tossina botulinica e gli anticorpi monoclonali anti-CGRP</h2>



<p>La dottoressa Strauss e il dottor Estemalik dichiarano che <strong>non ci sono controindicazioni per le persone che stanno utilizzando gli <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anticorpi monoclonali anti-CGRP </a></strong>come terapia preventiva per l&#8217;emicrania; non è quindi necessario interrompere la somministrazione degli anticorpi prima di fare il vaccino per il COVID.  Indicazione valida anche per chi utilizza <strong>il trattamento con tossina botulinica</strong>: è possibile fare il vaccino continuando la terapia, senza temere eventuali effetti collaterali.</p>



<h2>Peggioramento dell&#8217;emicrania post vaccino: l&#8217;indagine condotta dall&#8217;Università Vanvitelli</h2>



<p>L&#8217;équipe del centro cefalee dell&#8217;<strong>Università della Campania Luigi Vanvitelli</strong> capitanata dal dott. Antonio Russo, a seguito delle segnalazioni arrivate da diversi/e pazienti che soffrono di emicrania, ha deciso di condurre <strong>un&#8217;indagine sugli effetti del vaccino COVID-19 sulla popolazione emicranica</strong> pubblicata nelle scorse settimane sul <em>Journal of Clinical Medicine</em>.</p>



<p>Nei prossimi paragrafi riassumerò <strong>come è stata condotta l’indagine e quali sono i risultati emersi</strong> perché è importante che</p>



<ol type="1"><li>le <strong>persone emicraniche siano consapevol</strong>i (e siano soprattutto rassicurate) sulla possibilità che il vaccino porti a un peggioramento momentaneo della cefalea<br></li><li>anche il <strong>personale medico ne sia consapevole e sia preparato</strong> per affrontare insieme ai/alle pazienti questa eventualità con il giusto approccio terapeutico.</li></ol>



<p>Se preferite leggere l’articolo nella sua interezza (in inglese) potete scaricarlo cliccando qui <em><a href="https://www.mdpi.com/2077-0383/10/24/5914" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Headache Worsening after COVID-19 Vaccination: An Online Questionnaire-Based Study on 841 Patients with Migraine | Journal of Clinical Medicine</a></em></p>



<h3>Com&#8217;è stata condotta l&#8217;indagine?</h3>



<p>Il gruppo di ricerca ha creato un <strong>questionario online</strong> che dal 9 al 19 giugno 2021 è stato diffuso tramite pagine e gruppi di Facebook dedicati ai/alle pazienti; il questionario, che è stato <strong>compilato da un totale di 841 persone emicraniche</strong>, ha raccolto le seguenti informazioni:</p>



<ol type="1"><li>&nbsp;dati demografici</li><li>dati clinici (tipologia di emicrania diagnosticata, durata della malattia, frequenza degli attacchi, terapie preventive assunte)</li><li>tipo di vaccino per il COVID somministrato e numero di dosi completate</li><li>dati sugli episodi di emicrania che si sono verificati dopo il vaccino (eventuali differenze con gli altri attacchi di cefalea rispetto a intensità, durata e risposta ai farmaci antidolorifici assunti).</li></ol>



<p>Come evidenziato nell’articolo, l’équipe di ricerca è consapevole che <strong>questa indagine ha alcuni limiti</strong>:</p>



<ol type="1"><li>somministrare il questionario attraverso i gruppi di pazienti presenti sui social ha permesso di raccogliere dati da un ampio campione di persone cefalalgiche in pochissimo tempo, ma quel campione di 841 non può essere rappresentativo dell’intera popolazione di persone emicraniche;</li><li>manca un gruppo di controllo (solitamente utilizzato nelle ricerche come gruppo di riferimento per confrontare i dati);</li><li>lo stress emotivo legato alla somministrazione del vaccino COVID-19 può rappresentare esso stesso un trigger.</li></ol>



<h3>Quali son i risultati emersi?</h3>



<p>I principali <strong>risultati emersi</strong> dall’indagine sono i seguenti:</p>



<ol type="1"><li>il 66,47% dei/delle pazienti ha avuto un <strong>attacco di emicrania </strong>(a partire da un’ora fino ai 7 giorni successivi) dopo la <strong>prima dose</strong> di vaccino</li><li>il 50,15% dei/delle pazienti ha avuto un <strong>attacco di emicrania</strong> (a partire da un’ora fino ai 7 giorni successivi) dopo la <strong>seconda dose</strong> di vaccino</li><li>il 57,60% dei/delle pazienti riferisce di aver percepito gli attacchi di emicrania successivi al vaccino diversi da quelli precedenti, ossia <strong>più dolorosi, di maggiore durata e meno rispondenti ai farmaci sintomatici </strong>(<a href="https://www.leparoledellemicrania.it/f-come-fans-per-lemicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FANS</a>, <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/t-come-triptani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">triptani</a>, oppioidi e steroidi)</li><li>la percentuale di persone emicraniche che ha ricevuto <strong>Vaxzevria (Astrazeneca) o Janssen (Johnson &amp; Johnson)</strong> ha sperimentato <strong>più attacchi di emicrania successivi alla vaccinazione </strong>rispetto a coloro che hanno ricevuto, invece, i vaccini mRNA Comirnaty (Pfizer) o Spikevax (Moderna).</li></ol>



<h3>Perché il vaccino può causare un peggioramento dell&#8217;emicrania?</h3>



<p>Il <strong>motivo</strong> per cui la somministrazione del vaccino COVID-19 possa portare ad attacchi di emicrania più dolorosi, più lunghi e meno rispondenti agli antidolorifici rimane ancora sconosciuto; la difficoltà a individuare con precisione la causa deriva anche dalla mancanza di dati in merito all’emicrania come effetto collaterale di altre tipologie di vaccini antivirali (ad esempio, il vaccino per l’influenza).</p>



<p>Si ipotizza, comunque, che tra i <strong>responsabili di questo peggioramento</strong> ci sia la produzione di <strong>interferone beta-1</strong> in risposta all’attivazione del sistema immunitario post vaccinazione. Secondo alcuni studi, infatti, l’interferone beta-1 è in grado di <strong>modificare l’eccitabilità corticale</strong> che, a sua volta, ha un ruolo centrale nei meccanismi fisiopatologici tipici dell’attacco emicranico.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-background" style="background-color:#b8aab6">Avete già fatto il vaccino per il COVID? Avete avuto come effetto collaterale attacchi di cefalea/emicrania?<br>Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti o sulla pagina <a href="https://www.instagram.com/leparoledellemicrania_official/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram </a>del blog.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Gli altri articoli del blog che potrebbero interessarvi&#8230;</strong></p>





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<p><br></p>
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		<title>D come DIAGNOSI dell&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.leparoledellemicrania.it/diagnosi-emicrania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 15:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alfabeto del mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci e terapie per l'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi dell'emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[how to]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quale specialista può diagnosticare l'emicrania? Quando sono necessari gli esami strumentali e quando sono inutili? Per leggere l'articolo cliccate sul titolo o sull'immagine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it/diagnosi-emicrania/">D come DIAGNOSI dell&#8217;emicrania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.leparoledellemicrania.it">Le parole dell&#039;emicrania</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avevo circa 4 anni quando ho iniziato a soffrire di emicrania, era quindi il 1987.<br>Ho <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/r-come-ricordi-del-mal-di-testa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricordi</a> molto netti di cosa significava fare i conti con quel dolore, pur essendo soltanto una bambina totalmente inconsapevole di cosa mi stesse succedendo.<br><br>A 7 anni (nel 1990) ho messo il mio primo paio di occhiali. Sono lievemente astigmatica, ma nemmeno il mio occhio sinistro un pochino rimbambito è mai stato responsabile dei miei mal di testa.<br><br>A 12 anni (nel 1995) ero una studentessa delle scuole medie seduta al mio banco con un dolore lancinante alla testa e vicino a me c’era il mio compagno Daniele. Suona la campanella, mi alzo dalla sedia, barcollo, finisco addosso a lui (che mi guarda e giustamente dice «Che cavolo fai?!») e svengo in classe. Tornata a casa, mi visita il medico di famiglia che, dopo varie valutazioni, esclude una meningite e rimango a letto tutto il pomeriggio dopo aver preso un antidolorifico (uno dei tanti che avrei preso negli anni).<br><br>A 17 anni (nel 2000), mentre frequentavo il liceo scientifico, ho fatto la conoscenza dell’emicrania con aura. La prima volta mentre ero dall’estetista, poi pochi giorni dopo in metropolitana a Roma, mentre ero in gita con la mia classe. Di corsa in albergo, prendo l’Aulin e primo giorno nella città che amo di più al mondo finisce così. Il medico di famiglia mi spedisce a fare TAC ed elettroencefalogramma all’ospedale di Aosta. Risultato: nella mia testa non c’è nulla (a parte qualche neurone <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f923.png" alt="🤣" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) e sempre il medico di base mi prescrive la mia prima terapia di profilassi, la flunarizina che prendo per qualche tempo senza grande successo (e senza nemmeno sapere, in realtà, a cosa servisse).<br><br>Ne avevo, invece, 23 di anni la prima volta che ho messo piede in un centro cefalee, quello di Modena per la precisione. Era il 2006, ma anche in quel momento non ero per nulla consapevole della <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/emicrania-malattia-neurologica-invalidante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">malattia </a>con cui convivevo ormai da anni: avevo davanti un neurologo che mi parlava di <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/cefalea-cronica-da-rimbalzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abuso di farmaci</a> e di <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-disintossicazione-da-triptani-e-fans/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricovero per disintossicazione</a> senza, però, spiegarmi nel dettaglio di cosa si stesse parlando. Me ne sono andata a casa con la prescrizione per una radiografia al rachide cervicale («Ha il collo molto rigido signorina», ma pensa un po’), per i triptani e per la mia seconda terapia di profilassi con betabloccanti.<br><br>Qualche anno dopo, nel 2011, finisco al centro cefalee di Parma. Altra visita, altro giro, stavolta con antiepilettici e nuovo triptano. Gli antiepilettici finiscono nel WC dopo meno di un mese, quando hanno iniziato a farmi venire la tachicardia e a farmi perdere la memoria.<br><br>Poi arrivano i test per le intolleranze alimentari, le manipolazioni da vari osteopati, l’agopuntura, lo shiatsu, il bite di notte (che ora dorme triste e solo sul mio comodino nella sua custodia da anni), l’ernia cervicale (e le protrusioni) che mi ha obbligata a smettere di ballare e l’infiltrazione che mi ha fatto passare il mal di schiena e l’epicondilite (che ogni tanto torna a farmi visita), ma non l’emicrania perché l’ernia con l’emicrania non c’entrava una beata mazza (scusate la schiettezza).<br><br>Il resto è scritto tutto qui, in questo blog che è stato lo strumento attraverso il quale ho preso consapevolezza della malattia di cui soffro da quando sono bambina: dal ricovero a Pavia agli <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/anticorpo-monoclonale-vaccino-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anticorpi monoclonali</a>, passando per mesi pessimi all’insegna di emicrania pressoché quotidiana e terapia a base di magnesio (e mal di stomaco) e antidepressivi triciclici che, quando mi svegliavo al mattino, mi facevano sentire come se non avessi le gambe e il controllo delle mie parole, impedendomi di guidare e di lavorare… io che con le parole lavoro ogni giorno.<br><br>Dopo aver letto questo riassunto della mia storia di paziente emicranica, ditemi un po’, non assomiglia incredibilmente alla vostra? Se non del tutto, almeno in parte? E vi sembrerà così familiare perché questo è <strong>il percorso</strong> che molte persone che soffrono di una forma di cefalea primaria fanno <strong>per arrivare a una diagnosi</strong>.</p>





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<h2>Vista, sinusite, cervicale: scagioniamo i presunti colpevoli dell’emicrania</h2>



<p><strong>Oculista, dentista e osteopata/fisioterapista</strong> sono figure che molte persone che soffrono di emicrania hanno incontrato nel loro percorso terapeutico, un dato che mi è stato confermato dal sondaggio che ho fatto nei giorni scorsi sui social:</p>



<ul><li>202 persone hanno dichiarato di aver fatto una visita dall’oculista convinte che l’emicrania potesse dipendere da un problema alla vista;<br></li><li>191 persone hanno dichiarato di aver fatto una visita dal dentista convinte che l’emicrania potesse dipendere da un problema di malocclusione dentale;<br></li><li>188 persone hanno dichiarato di essere andate da osteopati/fisioterapisti convinte che l’emicrania potesse dipendere da problemi alla cervicale.</li></ul>



<p>Questi dati non sono frutto di una pura coincidenza; è una situazione tipica di un percorso diagnostico che lavora per esclusione e che vuole scartare<strong> patologie che potrebbero manifestarsi con sintomi in apparenza simili </strong>a quelli dell’emicrania. Vediamo, però, perché in realtà <strong>si tratta di equivoci</strong> (così li definisce Barbanti).</p>



<h3>È colpa della vista</h3>



<p>Non è un caso che la prima visita che ho fatto a 7 anni dopo un forte attacco di emicrania è stata quella dall’oculista: come spiega Barbanti, la<strong> sede del dolore emicranico</strong> (intorno agli occhi) <strong>può in qualche modo trarre in inganno </strong>e farci pensare che un problema alla vista sia la causa del mal di testa.<br><br>Esiste una forma di <strong>cefalea causata da errori rifrattivi</strong>, ma le sue caratteristiche sono le seguenti:</p>



<ol type="1"><li>presenza di errori refrattivi non corretti o mal corretti in uno o in entrambi gli occhi;<br></li><li>il rapporto causa-effetto tra errore rifrattivo e dolore è confermato da almeno due tra i seguenti punti:<ul><li>la cefalea è comparsa o è peggiorata in modo significativo in stretto rapporto temporale con la comparsa o il peggioramento del disturbo rifrattivo;</li><li>la cefalea è migliorata in modo significativo dopo la correzione del problema rifrattivo;</li><li>la cefalea è aggravata da compiti visivi prolungati svolti con angolazioni o a distanze alle quali la capacità visiva risulta compromessa;</li><li>la cefalea migliora significativamente quando cessa lo sforzo visivo.</li></ul></li></ol>



<h3>È colpa della sinusite</h3>



<p>L’emicrania l’ho ereditata da mio papà che per praticamente tutta la sua vita non ha mai ricevuto una diagnosi ufficiale da un/una neurologo/a. Ricordo, però, in modo piuttosto nitido che periodicamente il suo medico di famiglia gli prescriveva una pomata da mettere nel naso per contrastare questo mal di testa che poteva essere causato da una possibile sinusite.</p>



<p>Anche in questo caso, <strong>a trarre in inganno è la localizzazione del dolore nella zona sovraorbitaria</strong> e il fatto che la regione sopracciliare può risultare dolorante alla pressione. Questi due elementi sono tipici dell’emicrania perché è proprio in quella zona che c’è il nervo sovraorbitario, sempre sveglio e molto sensibile nelle persone emicraniche.</p>



<p>Le forme di <strong>cefalea da rinosinusite </strong>possono essere confermate (o escluse, dipende dal punto di vista) tramite radiografie o risonanze magnetiche che evidenziano in modo inequivocabile la presenza di velature sui seni paranasali o inspessimento della loro mucosa.</p>



<h3>È colpa della cervicale</h3>



<p>Vari studi condotti su soggetti emicranici hanno evidenziato che nel 40% dei casi il <strong>dolore emicranico coinvolge o parte dal collo</strong>. <br><br>È questo dolore, accompagnato da contratture molto fastidiose, a trarre in inganno e a far pensare che eventuali anomalie al rachide cervicale siano responsabili degli attacchi di cefalea. In realtà, nei soggetti emicranici <strong>il dolore al collo è conseguenza diretta dell’infiammazione del sistema trigemino-cervicale</strong>.</p>



<p>La <strong>cefalea cervicogenica</strong>, ossia quella effettivamente causata da problemi al collo, ha, invece, le seguenti caratteristiche:</p>



<ol type="1"><li>dimostrazione clinica o radiologica della presenza di un disturbo o di una lesione al rachide cervicale o ai tessuti del collo che possano essere causa del mal di testa;<br></li><li>il rapporto causa-effetto tra la lesione e il dolore è confermato da almeno due tra i seguenti punti:<ul><li>la cefalea si è sviluppata in stretto rapporto temporale con la comparsa della lesione o del disturbo cervicale;</li><li>la cefalea si è risolta risolvendo il problema al rachide cervicale;</li><li>la mobilità del collo è ridotta e provoca peggioramento della cefalea;</li><li>la cefalea scompare grazie al blocco analgesico delle strutture cervicali.</li></ul></li></ol>



<h2>Come si diagnostica l’emicrania?</h2>



<p>Prima di parlare del come si arriva alla diagnosi di emicrania, partiamo da <strong>chi ha le competenze</strong> per arrivare a questa diagnosi: <strong>il/la neurologo/a</strong>.</p>



<p>Attenzione, questo non significa che è sbagliato andare dal pediatra o dal medico di famiglia, è il primo riferimento che abbiamo e, personalmente, la prima terapia di profilassi e il primo triptano mi sono stati prescritti proprio dal medico di famiglia.</p>



<p>È importante, però,<strong> non sottovalutare l’evoluzione della malattia</strong>: se la cefalea peggiora nel tempo e inizia a non essere più episodica, se i sintomi si fanno sempre più invalidanti, se si iniziano ad assumere troppi farmaci analgesici di ogni genere (perché nel tempo molti diventano inefficaci) con il rischio di arrivare anche a una cefalea da rimbalzo, <strong>una visita presso un centro cefalee o un/a neurologo/a specializzato/a in cefalee è assolutamente necessaria</strong>.</p>



<p>E il/la neurologo/a cosa farà durante la visita? Innanzitutto, <strong>tante domande</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f601.png" alt="😁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br>Vorrà sapere l’età di esordio, l’evoluzione nel tempo (le variazioni in termini di frequenza degli attacchi e intensità del dolore) e le situazioni concomitanti a queste variazioni, la tipologia di dolore, la sua localizzazione e la sua durata, l’orario di insorgenza, i sintomi, i fattori scatenanti e le eventuali terapie sintomatiche e/o di profilassi assunte.</p>



<p>Per rispondere a tutte queste domande sappiate che sarà <strong>fondamentale il </strong><a href="https://www.leparoledellemicrania.it/d-come-diario-della-cefalea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>diario della cefalea</strong> </a>perché è grazie al diario che lo/la specialista sarà in grado di individuare alcuni pattern tipici della malattia e i vostri trigger specifici. Se prima della visita non avete mai tenuto un diario dell’emicrania, vi verrà chiesto di farlo. È uno <strong>strumento diagnostico necessario</strong>.</p>



<p>Una volta terminato il terzo grado, si passa all’<strong>esame fisico e neurologico</strong>: lo/la specialista analizzerà i vostri occhi e i vostri riflessi per individuare eventuali anomalie a carico dei nervi; vi sarà chiesto di fare determinati movimenti con le braccia e con le gambe per valutare la forza e la coordinazione; sarà testata la vostra sensibilità al tatto in varie parti del corpo per verificare che non ci siano problemi di perdita di sensibilità. Tutto questo iter serve anche per <strong>escludere che la cefalea sia causata da altre malattie</strong>.</p>



<h2>Quando è necessario fare esami strumentali?</h2>



<p>Lo so che appena avrete finito di leggere il paragrafo precedente la prima cosa che vi siete chiesti/e è: «Mi stai dicendo che, quindi, non devo fare TAC, risonanze, radiografie o esami del sangue?». La risposta è: dipende.</p>



<p>Chi soffre di emicrania ha una necessità viscerale, radicata nel profondo, che è una tappa inevitabile del difficile <a href="https://www.leparoledellemicrania.it/accettazione-emicrania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">percorso di accettazione della malattia</a>: sapere <strong>da dove viene il nostro mal di testa</strong>. È una risposta che spesso cerchiamo ossessivamente, per anni e anni, perché non riusciamo a rassegnarci all’idea che questa malattia che ci rende la vita un inferno non ha cause organiche o funzionali e che sia incurabile.</p>



<p>Ecco perché, in molti casi, prima di andare al centro cefalee o anche dopo esserci andate (e aver ricevuto una diagnosi di cefalea primaria) tante persone emicraniche entrano nel loop oculista-dentista-osteopata-fisioterapista-chiropratico-agopuntore-allergologo e aggiungete tutti gli specialisti vari che avete consultato nel vostro percorso.</p>



<p>Non è sbagliato cercare attraverso un approccio multidisciplinare strategie che ci permettano di gestire il dolore e di migliorare la qualità della vita, ma<strong> è importante evitare esami strumentali non necessari alla ricerca incessante di una causa dell’emicrania diversa dalla sua natura neurologica</strong>.</p>



<p>Gli <strong>esami strumentali </strong>sono<strong> necessari </strong>quando:</p>



<ol type="1"><li>ci sono sintomi che fanno sospettare una <strong>cefalea secondaria</strong>, ad esempio: la cefalea insorge all’improvviso in un soggetto che non l’ha mai avuta nella sua vita; la cefalea esordisce dopo i 50 anni; oltre al dolore, sono presenti febbre o convulsioni; la cefalea è comparsa dopo un trauma, si caratterizza per un dolore che ha raggiunto l’intensità massima in meno di 5 minuti o insorge solo in determinate posizioni, con la tosse o gli starnuti.<br></li><li>ci sono <strong>sintomi comuni </strong>alle cefalee primarie e secondarie <strong>che non permettono una diagnosi netta</strong>;<br></li><li>il <strong>quadro clinico del soggetto emicranico si modifica</strong> e compaiono alcuni segnali di allarme tipici delle cefalee secondarie.</li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img loading="lazy" width="700" height="500" src="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/12/esami-strumentali-emicrania.jpeg?resize=700%2C500&#038;ssl=1" alt="Quando è necessario fare esami strumentali per la cefalea" class="wp-image-1739" srcset="https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/12/esami-strumentali-emicrania.jpeg?w=700&amp;ssl=1 700w, https://i0.wp.com/www.leparoledellemicrania.it/wp-content/uploads/2021/12/esami-strumentali-emicrania.jpeg?resize=300%2C214&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p>Solitamente, gli<strong> esami strumentali </strong>che vengono <strong>prescritti </strong>sono i seguenti:</p>



<ul><li>TAC e/o risonanza magnetica (con o senza liquido di contrasto) utilizzate per escludere tumori, emorragie cerebrali, ictus o lesioni tipiche della sclerosi multipla;<br></li><li>esami del sangue per escludere infezioni o problemi del sistema cardiovascolare;<br></li><li>analisi del liquido cerebrospinale per individuare infezioni o altre tipologie di patologie tumorali.</li></ul>



<h2>Choosing Wisely, le linee guida per evitare esami strumentali inutili</h2>



<p>Nel 2013 la Società Americana delle cefalee ha dato vita all’iniziativa <strong>Choosing Wisely</strong> (letteralmente: scegliere con saggezza) con l’obiettivo di guidare medici e pazienti in un percorso diagnostico-terapeutico consapevole per evitare esami strumentali e terapie inutili.</p>



<p>Dai sondaggi condotti negli USA è, infatti, emerso che<strong> i motivi per cui i medici prescrivono esami diagnostici</strong> per le cefalee, anche quando il quadro clinico non è equivoco, sono:</p>



<ul><li>preoccupazione per negligenza (52%)</li><li>solo per essere sicuro (36%)</li><li>desiderio di avere più informazioni per sentirsi sicuro (30%)</li><li>insistenza del paziente (38%)</li><li>volontà di soddisfare il paziente (23%)</li><li>l’idea che il paziente debba prendere la decisione finale (13%)</li><li>hanno poco tempo da dedicare al paziente (13%)</li><li>disponibilità di una nuova tecnologia da testare (5%)</li></ul>



<p>Dato che la maggior parte delle cefalee, per quanto dolorose e invalidanti, è riconducibile a disturbi del funzionamento (tipici delle cefalee primarie) e non a disturbi a carico della struttura del cervello (tipici delle cefalee secondarie) le linee guida di Choosing Wisely dichiarano che «<strong>quando una persona cefalalgica presenta un mal di testa stabile che risponde ai criteri diagnostici dell’emicrania, tutti gli esami che studiano la struttura cerebrale (TAC e risonanza magnetica) sono inutili e devono essere evitati</strong>».</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Molti/e di voi hanno già partecipato al sondaggio sui social, ma se avete piacere di condividere qualche dettaglio in più sul vostro percorso di diagnosi, scrivetemi (<a href="mailto:leparoledellemicrania@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leparoledellemicrania@gmail.com</a>) oppure commentate il post.</p>



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